menu Menu

In dubio pro scoop

Verrebbe quasi da pensare che quelli di Luther Blisset abbiano deciso di farne un’altra delle loro e prenderci tutti nuovamente per il naso (diciamo così) dopo anni di silenzio. Purtroppo, invece, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di quanto sia estremamente soffice la barriera della diffidenza del giornalismo sul web. Nulla di nuovo, sia ben chiaro. Però che la notizia di Serena Williams incinta di Drake sia arrivata così velocemente anche in dimensioni molto più alte e teoricamente più professionali della piccola nicchia del giornalismo di tennis è abbastanza curioso.

La fonte che molti riportano per questa notizia che sconquasserebbe i già fragili equilibri della WTA (e che verosimilmente terminerebbe la carriera di Serena Williams) è thetennistimes.com, un sito che a dire il vero non brilla per la copertura 24/7 delle notizie. Per dare l’idea della frequenza con la quale viene aggiornato, la notizia più recente – prima dello scoop – è un hot shot di Dominika Cibulkova risalente al 5 ottobre. E a ben vedere, la fonte “primaria” di questa notizia riporta lei stessa dei virgolettati, facendo pensare che pure The Tennis Times abbia ripreso questa news da qualcun altro. Ma da chi? Se si smanetta un po’ con Google in pochi minuti si arriva qui: si tratta di un articolo di Celebtricity, un magazine online che si occupa di gossip, il quale riporta una fonte anonima (c’era da scommetterci). Un amico di Drake ha dichiarato a questa testata che Drake, di professione rapper, gli ha confidato di voler mettere l’ecografia nella copertina di Views from the 6, l’album in uscita nelle prossime settimane. La notizia, come al solito, rimbalza facilmente su Twitter e viene ripresa qua e là. Le modalità sono le solite. Titoli con punti di domanda, abbondanza di condizionali e la sensazione che siano i giornali stessi a credere poco alla notizia. Ma le cose funzionano così: nel dubbio, sempre meglio pubblicare. Mica vorrai farti bucare dai concorrenti?

Nella corsa a chi dà per primo la notizia, nessuno di quelli che hanno pubblicato ad occhi chiusi si è quindi preoccupato né di controllare l’affidabilità della fonte né, eventualmente, di trovarne una più affidabile. Celebtricity, infatti, non è esattamente un magazine di gossip. La loro pagina dei contatti dice:

Celebtricity.com is the most notorious entertainment website in the world with the most shocking headlines that is a combination of Real & Satire News to keep its visitors in a state of disbelief.

Insomma, Celebtricity è un modo nuovo (per modo di dire, si capisce) di fare giornalismo, con la scusa della satira. O forse satira con la scusa del giornalismo. Notizie vere e notizie false vengono mescolate, in una macedonia che servirebbe, usiamolo noi il condizionale stavolta, a “mantenere i suoi visitatori in uno stato di incredulità”. Questo articolo di snopes.com, un sito che si occupa di notizie infondate, palesemente false e di leggende metropolitane, ha recentemente confutato un articolo di Celebtricity secondo il quale una vittima di molestie sessuali aveva fondato un’azienda che produceva bambole gonfiabili con le apparenze di bambini, pensate per un target abbastanza particolare: i pedofili. Snopes ha avuto gioco facile: non c’era un solo riferimento al nome dell’azienda e la foto postata rimandava a notizie che con i pedofili e le bambole gonfiabili non avevano nulla a che fare.

Sorvolando sull’opportunità di certi siti, abbiamo fatto qualche ulteriore ricerca per levarci il dubbio e siamo finiti su notallowedto.com. Anche questo sito assomiglia molto ad un sito di gossip sullo stampo di Celebtricity e, seppur con qualche variazione, riporta la notizia sulla gravidanza di Serena con le stesse parole. Tra le altre notizie proposte da notallowedto.com ci sono: il figlio segreto di Barack Obama nelle Isole Vergini; un marito dallo spirito imprenditoriale piuttosto spiccato che ha guadagnato un milione di dollari facendo prostituire la moglie; un cane accusato dal padrone di aver infranto il limite di velocità. E ovviamente non poteva mancare la notizia del giorno: il bacon responsabile del cancro esattamente quanto le sigarette, in una delle peggiori ipersemplificazioni dello studio pubblicato ieri dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e che, naturalmente, in realtà dice altre cose. In fondo al bailamme di esclusive si è aggiunta Media Take Out, che con incontrovertibili prove (sottolineate da lettere maiuscole), ha scritto che la foto in loro possesso non mente. Non vi resta che cliccare, giudicare e CONDIVIDERE. Media Take Out, giusto per dare un quadro completo, a inizio 2015 scrisse (ovviamente in esclusiva) che Rihanna era incinta, che il padre era nientemeno che Leonardo DiCaprio e anche in quel caso che c’erano prove incontrovertibili.

Il mantra del giornalismo di oggi è che “se sta su internet allora esiste”, e quindi va pubblicato. E pazienza se il mestiere del giornalista prevederebbe la scrematura delle notizie, offrire  al pubblico contenuti verificati (su alcuni settori, quelli soggetti a denunce per diffamazioni, non si scherza mai), educare il lettore a sapere che se su quel sito trovi una cosa è perché c’è stato un lavoro di verifica delle fonti dietro, e quindi puoi fidarti. E invece se sta su quel sito allora tempo pochi minuti e la ritrovi anche sull’altro. Al mattino, in redazione, non si apre sùbito il sito della concorrenza per vedere se si è bucata qualche notizia? E così va sul web, come si faceva su carta, solo che il tic-toc dell’orologio si fa sentire e quindi tocca fare in fretta.

E alla fine, il paradosso di tutto ciò, è che, anche se non c’è, una non notizia diventa notizia. Perché, ammesso che Serena Williams non sia incinta, la notizia di oggi della giornata è questa non-notizia. Come quando da più parti venne pubblicata l’ipotetica notizia che Nadal si fosse lasciato con la fidanzata. Il giorno dopo arrivò la smentita: quindi Nadal non si era lasciato con Xisca. E se avevi bucato la notizia, potevi comunque mettere una toppa con la non-notizia: Nadal si è lasciato con Xisca? No, era tutta una bufala. E si volta pagina. Smentire una cosa che non è mai accaduta è diventata la nuova frontiera di un giornalismo che non riesce più stare dietro al flusso costante di informazioni che proviene incessante da Twitter e da Facebook. Perché quel giorno “bisognava” dare quella notizia. Perché l’utente, per i siti web, è solo un dito che esercita pressione sul mouse e, secondo la logica di chi deve far quadrare i conti di un sito con la pubblicità, se non trova quella che dovrebbe essere la notizia del giorno sul sito del quale è un aficionado, la va a cercare su un altro sito.

C’è la consapevolezza, in queste azioni, di trattare l’utente come uno stupido. Tanto la massa che cliccherà sarà sempre maggiore di quella che ignorerà la notizia – senza contare quelli, fra questi, che cliccheranno solo per farsi una risata, regalando click come gli altri, ma con coscienza, il che forse è anche peggio. E quindi pazienza se il giornalismo dovrebbe essere altro, tanto questo modo di pubblicare ormai va per la maggiore. E poi diciamolo chiaro e tondo: questo mestiere oramai non esiste più, tanto è diventato sfumato il confine tra chi dà le notizie e chi le riceve (o chi addirittura se le inventa di sana pianta con la scusa della satira travestita da clickbait). E che ci frega se in giro, sul web ma non solo, la qualità del pubblicato è scadente e spesso copiata e ricopiata, solo con qualche refuso, se si è fortunati. Non sorprende, poi, che nessuno si faccia venire un qualsiasi dubbio prima di pubblicare notizie come queste, tanto la fonte è anonima, addirittura satirica. E alla fine possiamo sempre dire di aver scherzato, no?

Magari poi c’è sempre quella possibilità che Serena Williams sia incinta veramente. Magari a questo giro possiamo sfangarla. Arriveranno altre occasioni, basta cercarsele.

Fake News Giornalismo Serena Williams


Previous Next

keyboard_arrow_up