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Stan Wawrinka salverà il rovescio ad una mano

Stan Wawrinka passerà alla storia per aver interrotto il dominio del tennis dal 2010 al 2013 dei “fab four”, i vari Federer, Nadal, Murray e Djokovic, capaci di spartirsi le 16 prove dello Slam in quei quattro anni. Con la vittoria in Australia nel 2014, bissata al Roland Garros del 2015, il tennista svizzero, arrivato alla soglia dei trent’anni, ha permesso al grande pubblico di apprezzare uno dei colpi più straordinari del tennis moderno.

Per John McEnroe non ci sono dubbi:

“Stan Wawrinka ha il miglior rovescio ad una mano nella storia del tennis. Un movimento fantastico, praticamente perfetto. Una sinfonia visiva”

Durante la finale del Roland Garros 2015 Stan Wawrinka ha messo a segno un impressionante numero di rovesci che hanno lasciato Novak Djokovic a metri dalla palla. Nell’epoca in cui nelle scuole tennis si insegna il rovescio prevalentemente a due mani, in cui otto tra i primi dieci lo tirano bimane, l’esplosione ad altissimi livelli di Stan ha riportato in auge uno dei colpi più eleganti del tennis.

Wawrinka è un giocatore dalla personalità sorprendente, capace di arrivare in fondo a un torneo dello Slam e vincerlo. E se all’Australian Open 2014 Nadal in finale ha avuto qualche problema, è bastato aspettare un anno, al Roland Garros 2015, per constatare come quella vittoria non fosse frutto del caso: Djokovic battuto e secondo Slam in cascina, non proprio una cosa che possono vantare in molti nel circuito. Lo svizzero ha una strana carriera. Una prima fase più che buona, con la top-10 raggiunta a giugno del 2008 ma rapidamente abbandonata e non più ritrovata per cinque lunghi anni; e una seconda, cominciata nell’agosto del 2013 con il ritorno in top-10 e proseguita prima con l’acuto australiano, poi con la presenza costante tra i primi dieci giocatori del mondo e quindi consacrata dalla splendida impresa del Roland Garros. Wawrinka è un giocatore mentalmente ancora fresco, non logorato. Agli US Open 2015 Stan ha raggiunto i quarti solo per l’undicesima volta nella sua carriera, la sesta consecutiva. A paragone di Djokovic, che centra i quarti di finale nelle prove maggiori dal Roland Garros 2009, ed è a quota 26, è un’inezia. Per non parlare di Federer ovviamente. Quindi un Wawrinka vincitore di un’altra prova dello Slam non sarebbe una sorpresa. Come il suo rovescio vincente.

Il segreto del rovescio
Tutti hanno visto come Stan sia capace di giocare il suo colpo migliore colpendo in modo così potente da trovare il punto direttamente anche da un paio di metri dietro la linea di fondo campo. Ma come ci riesce? Qual è il suo segreto? Ma soprattutto: come mai lo svizzero non soffre gli impatti sopra la spalla e sotto il ginocchio, non avendo, inoltre, problemi a tirare tirare il vincente sia in lungolinea che incrociato?

Analizzando biomeccanicamente  (1) i migliori rovesci ad una mano del circuito quello che si evidenzia è che la forza sprigionata dall’esecuzione di Wawrinka non ha eguali.  Il movimento del rovescio di Wawrinka parte da una base d’appoggio molto ampia e da una ricerca degli appoggi leggermente più lontana, in termini di lateralità dalla palla, rispetto ai rovesci ad una mano più classici in circolazione.

Wawrinka preferisce arrivare da lontano sul colpo perché ha bisogno di creare spazio tra il bacino e l’impatto per poter generare la maggior forza rotatoria del tronco possibile, arrivando così ad impattare quasi frontale sulla palla. E quindi la fase preparatoria del colpo serve a creare le basi per la maggior rotazione possibile del tronco, dall’alto verso il basso e, successivamente, per l’impatto con la pallina dal basso verso l’alto , come se fosse uno straccio quando viene strizzato: se lo prendi alle estremità e lo attorcigli, al centro andranno tutte le forze, nel momento in cui lo lasci produce azioni rotatorie.

Preparazione del colpo
In una situazione di palleggio di ritmo da fondo campo, Wawrinka compie il primo passo dopo lo split-step (2) ad allontanarsi dal colpo, cercando poi la lateralità dalla palla con l’appoggio della gamba sinistra. Appena posizionato il piede sinistro, inizia l’azione di caricamento del tronco con il gomito dell’arto dominante che quasi non si muove rispetto al tronco: sembra quasi attaccato.

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Si nota il gomito destro attaccato al corpo, spalle perpendicolari alla rete, piede sinistro stabile e piede destro che sta aggiustando la posizione

Questo fa sì che nel primo movimento di preparazione la testa della racchetta, tenuta sempre alta rispetto al manico, arretri attraverso la rotazione delle spalle.  A questo punto siamo ancora con il peso del corpo in appoggio sulla gamba sinistra, e il piede destro, sollevato, sta cercando la rifinitura dell’ancoraggio a terra.

stan-preparazione
Il piede destro è girato a 45° rispetto alla riga di fondo e riceve tutto il peso del corpo

Questo è il fulcro del caricamento del gesto stratosferico di Wawrinka. La gamba destra si allontana dal sinistro nel cercare una stance (3) molto ampia con baricentro basso. Nel momento in cui il tallone destro tocca terra inizia il passaggio del peso del corpo dalla gamba sinistra alla destra: la cosa eccezionale è che, contemporaneamente, il gomito sinistro dietro al corpo si eleva e va verso destra, allontanandosi dal futuro punto d’impatto. Quest’azione si completa maggiormente quando la gamba destra, ben incrociata davanti a quella sinistra, riceve tutto il peso del corpo: l’appoggio dell’avampiede destro a 45° rispetto alla riga di fondo trasmette l’energia dal suolo verso il bacino e consente un maggior grado di rotazione e una maggior accelerazione delle spalle. 

rovescio incrociato wawrinka
Anche con il rovescio incrociato non se la cava male, Stan: qui chiude sul dritto di Nadal.

Via, verso l’impatto
Il movimento in avanti della testa della racchetta inizia con la spinta del piede sinistro che sbilancia il tronco fuori dalla base d’appoggio, ma senza perdita d’equilibrio, in quanto tutto il peso ricade sulla gamba destra,  in piegamento e ancorata al suolo.

 

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Con il peso del corpo sulla gamba destra, il tronco comincia la sua rotazione verso l’impatto

Un’altra particolarità del gesto di Stan avviene proprio in questo momento.

Invece di far passare il braccio davanti al corpo, Wawrinka sfrutta l’enorme spinta del piede posteriore per attaccare la palla con tutta la forza del tronco utilizzando un’apertura, rispetto alla media, quasi ritardata del petto.  La torsione delle spalle per l’attacco della palla verso l’impatto è gestita dalla contro-spinta verso dietro del braccio sinistro (quello non dominante); le spalle intervengono a dare stabilità al gesto proprio al momento dell’impatto.
stan-avanti

L’anomalia positiva del gesto di Wawrinka è che lui ritarda questa contro-spinta del braccio sinistro, favorendo una rotazione del tronco maggiore di 90° prima dell’impatto. Ne risulta che la contro-spinta, cioè il momento in cui Stan crea i presupposti per caricare la forza da imprimere al colpo prima dell’impatto, non va in direzione posteriore, bensì laterale, verso il colpo.

L’impatto
La stabilità al momento dell’impatto deriva tutta dal basso del corpo di Stan. Decisiva è l’azione combinata delle gambe. Dapprima interviene un blocco dell’anca sinistra in sospensione gestendo così la fase torsionale del tronco; successivamente quando il braccio dominante è passato davanti avviene la fase finale dell’apertura del petto (con lo sterno che viene tirato fuori) e blocco-rotazione dell’anca destra a riportare equilibrio al corpo.

Wawrinka ha appena impattato e apre il petto
Si blocca l’anca e il petto si apre.
stan rovescio lungolinea
Il colpo più spettacolare del Roland Garros 2015.

Il finale
La fase finale del gesto vede il recupero della posizione gestito dalla gamba sinistra che, dopo il blocco dell’anca, passa lateralmente e si allinea al pari della gamba destra.

stan-finalepiedi

Un colpo particolare e straordinario. In campo, provando a imitare – relativamente, sia chiaro – questa rotazione esasperata del tronco, si nota subito un miglioramento in termini di profondità di palla. Ecco perché lo svizzero riesce a imprimere grande forza alla pallina, trovando chiusure anche “piazzate”, quindi non giocate d’anticipo (quelle che fa Federer, per citare un altro ottimo rovescio a una mano), anche distante un paio di metri dalla linea di fondo. Questa esecuzione dimostra anche un’altra cosa: che si può ancora rivaleggiare contro i bimani più forti al mondo, i vari Nadal e Djokovic, anche giocando il rovescio ad una mano. Ma a patto di giocarlo bene.

Torna a leggere (1) La biomeccanica è la scienza che studia i sistemi biologici attraverso l’applicazione delle leggi della fisica sulle quali si basa in particolare l’attività del sistema muscolo-scheletrico.

Torna a leggere (2) Con il termine split step si intende quel particolare saltello con cui ogni giocatore si prepara per partire alla rincorsa del colpo avversario e consiste semplicemente nel eseguire un saltello con allargamento delle gambe ed atterraggio sugli avampiedi.

Torna a leggere (3) Immaginate di trovarvi nella classica posizione d’attesa, busto rivolto verso la rete, piedi sulla linea di fondo. La linea di fondo sarà proprio la linea che congiunge i vostri appoggi, e in questo caso sarà parallela alla rete identificando un’open stance. All’estremo opposto c’è la closed stance, che si ha quando la linea degli appoggi risulta perpendicolare alla rete. Un dritto portato in perfetto affiancamento è un buon esempio di closed stance. Stance intermedie prendono il nome generico di semi open-stance. Alcuni amano definire semi-closed le stance più vicine ad una closed, semi-open quelle più vicine a una open e neutral-stance quelle che si piazzano genericamente nel mezzo.

Stan Wawrinka


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