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Cinque cose sul Masters 1000 di Toronto

1. Chi ci sarà e chi mancherà
Andy Murray, numero 2 del mondo e campione in carica; Roger Federer, numero 3 del mondo e campione nel 2004 e nel 2006; Rafael Nadal, numero 4 del mondo e campione nel 2005, 2008 e 2013; Jo-Wilfried Tsonga, numero 10 del mondo e campione nel 2014; David Ferrer, numero 12 del mondo; Richard Gasquet, numero 14 del mondo, finalista nel 2006 e nel 2012. E poi Roberto Bautista-Agut, Gilles Simon, Pablo Cuevas, Philipp Kohlschreiber e Andreas Seppi, oltre ai vari alternate (cioè i tennisti rimasti fuori dal cut-off) che non parteciperanno pur avendone diritto: sono tantissime (ben 11 tra i tennisti che erano nell’entry list originale) le rinunce al sesto Master 1000 dell’anno, quello che si gioca in Canada. La vicinanza delle Olimpiadi e la possibilità di prolungare un po’ le vacanze dopo Wimbledon hanno convinto Murray e Federer a non partecipare, mentre Nadal ha preferito non rischiare dopo l’infortunio al polso che lo ha costretto a ritirarsi nel corso del Roland Garros. Oltre ai tennisti dentro il cut-off (che era al numero 43 quando è stata chiusa l’entry list) e a Janko Tipsarevic (che giocherà grazie al ranking protetto), nel tabellone del torneo di Toronto ci saranno Vasek Pospisil, Borna Coric, Ernests Gulbis, Denis Kudla, Taylor Fritz, John Millman, Dudi Sela, Mikhail Youzhny, Ivan Dodig, Rajeev Ram, Donald Young e Victor Estrella-Burgos. I rimanenti posti saranno riempiti da sette tennisti provenienti dalle qualificazioni e da quattro wild-card, che sono state assegnate a quattro tennisti canadesi: Frank Dancevic, Steven Diez, Peter Polansky e Denis Shapovalov, campione junior dell’ultima edizione di Wimbledon.

Tsonga Rogers Cup
Jo-Wilfried Tsonga ha vinto il torneo due anni fa, il secondo Masters 1000 in carriera. Ma è anche lui tra gli assenti.

2. Le teste di serie
La rinuncia di sei dei primi 14 tennisti del mondo rimescola un po’ le carte e permette a Stan Wawrinka – che ha vinto una partita nelle ultime tre edizioni di questo torneo – di prendersi la seconda testa di serie. Milos Raonic, finalista nel 2013, sarà tra i primi 4 e quindi dovrebbe avere un percorso meno complicato nel torneo di casa. Il sorteggio si terrà questa sera alle 22:30 italiane. Queste sono le 16 teste di serie:

1-2: Djokovic – Wawrinka
3-4: Nishikori – Raonic
5-8: Berdych – Thiem – Goffin – Cilic
9-12: Isner – Monfils – Kyrgios – Tomic
13-16: López – Pouille – Paire – Johnson – Sock

Aggiornamento: poco prima del sorteggio hanno annunciato il loro ritiro anche Feliciano López, Janko Tipsarevic, Marcos Baghdatis, Victor Estrella Burgos e Dustin Brown (che era tra gli alternate). Questo significa che entreranno in tabellone Yen-Hsun Lu, Stephane Robert, Kyle Edmund e Dmitry Tursunov (grazie al ranking protetto). Il ritiro di López promuove Jack Sock tra le teste di serie.

Le prime otto teste di serie – Djokovic, Wawrinka, Nishikori, Raonic, Berdych, Thiem, Goffin e Cilic – accedono direttamente al secondo turno, le altre otto invece dovranno giocare il primo turno. Le teste di serie cominceranno a incrociarsi dagli ottavi, cioè dal terzo turno. I primi quattro pescano nel gruppo 13-16, il gruppo 5-8 si incrocia con quello 9-12. Per Djokovic e gli altri non dovrebbero esserci grossi pericoli, almeno fino ai quarti. A quel punto la situazione diventa più complicata, ma non di molto: Berdych viene da un buon Wimbledon, anche se ha beneficiato di un tabellone molto fortunato, Cilic è stato ad un punto dalla semifinale nell’ultimo Slam che ha giocato ed è probabilmente il più pericoloso dei quattro. Verrebbe quindi da dire che il più debole è Goffin ma nemmeno Dominic Thiem sembra quello di qualche settimana fa (a Kitzbühel ha perso contro il connazionale Jürgen Melzer, che era al rientro da un lungo infortunio). Visto che questi quattro incroceranno probabilmente giocatori che sul cemento si comportano molto bene (Isner, Monfils, Kyrgios e Tomic) è probabile che al terzo turno assisteremo ad incontri molto equilibrati. Dei primi quattro il più debole è certamente Kei Nishikori, infortunatosi a Wimbledon e semifinalista nella scorsa edizione, quando battè agevolmente Nadal per poi farsi eliminare altrettanto agevolmente da Murray. Al di fuori dei primi 16 occhio al servizio di Ivo Karlovic, all’estro di Aleksandr Dolgopolov e naturalmente all’entusiasmo di Alexander Zverev, rimasto fuori di poco dalle teste di serie.

3. Gli italiani
Ci sarà solo Fabio Fognini, anche perché dalle qualificazioni non arriverà nessun altro italiano. Il bilancio di Fabio nella Rogers Cup è piuttosto scarso, come del resto in quasi tutti gli altri Master 1000 su cemento: ha giocato 10 match in carriera in Canada e ne ha vinti solo 4. L’occasione migliore di vincere due partite consecutive fu nel 2013, nel momento migliore della carriera: Fabio era numero 13 del tabellone e al secondo turno trovò un giocatore unseeded. Quel giocatore, però, era Ernests Gulbis, che dopo aver perso il secondo set per 6-1, rifilò un 6-1 nel terzo a Fognini e andò a sfidare (e a battere) Andy Murray negli ottavi. Fognini non sarà testa di serie per cui toccherà sperare in un sorteggio fortunato per migliorare il secondo turno ottenuto in quattro occasioni, l’ultima due anni fa.

4. Il programma
Tra Toronto e l’Italia ci sono sei ore di differenza, per cui quando comincia il programma in Canada (alle 11 di mattina) da noi sarà metà pomeriggio. Il tabellone principale comincia lunedì. Ci sono due sessioni: la diurna comincia alle 17 italiane, quella serale all’1 di notte. Il primo e il secondo turno sono spalmati su due giorni (lunedì/martedì e martedì/mercoledì). Questo è il programma completo

Lunedì 25 luglio: primo turno
Martedì 26 luglio: primo e secondo turno
Mercoledì 27 luglio: secondo turno
Giovedì 28 luglio: ottavi di finale
Venerdì 29 luglio: quarti di finale (sessione diurna a partire dalle 18:30, sessione serale a partire dalle 00:30)
Sabato 30 luglio: semifinali (prima semifinale non prima delle 21, seconda semifinale non prima delle 2:00)
Domenica 31 luglio: finale (non prima delle 22)

Djokovic Rogers Cup
Djokovic è l’unico Fab Four presente in tabellone. Nel 2012, invece, c’erano lui e Murray.

5. I record
Non serve certo consultare i bookmaker per sapere che è Novak Djokovic il favorito del torneo. L’assenza di Murray non ha fatto altro che rendere quasi inutile giocare la vittoria del serbo, campione in tre edizioni (2007, 2011 e 2012) e finalista in carica. È probabile che si ripeta quanto successo quattro anni fa, quando il serbo fu uno dei pochi big a giocare a Toronto dopo le Olimpiadi e a vincere a mani basse. Djokovic perse un solo set, nei quarti di finale contro Tommy Haas; in finale lasciò appena cinque game a Richard Gasquet. Djokovic cercherà di vincere il suo trentesimo Masters 1000 e di allungare in testa alla classifica (Nadal è a quota 28 e non parteciperà al torneo). In tabellone, solo Djokovic, Wawrinka e Berdych possono vantare almeno un titolo di questa categoria. Il serbo va alla caccia del 66° titolo complessivo, il 50° sul cemento e il settimo dell’anno (ha già vinto due Slam, tre Master 1000 e un ATP 250). La vittoria del torneo, poi, gli permetterebbe di mettere a distanza di sicurezza Murray: dopo Wimbledon lo scozzese ha accorciato ad appena 815 punti la distanza che lo separa dal numero 1 della Race, ma una vittoria di Djokovic in Canada renderebbe difficile il sorpasso di Murray nell’immediato, almeno per quanto riguarda la classifica che conta i punti da gennaio in poi. Se Djokovic vincerà il quarto titolo, staccherà Murray, Nadal e Agassi e diventerà il secondo tennista più titolato del torneo in Era Open (il primo è Lendl, che ha vinto sei titoli). Prima dell’Era Open, solo il canadese Charles Smith Hyman è riuscito a vincere più di tre titoli: ne vinse 5 in 6 edizioni, quelle tra il 1884 e il 1889. Altri tempi, e non per modo di dire.

Dietro a Djokovic, il favorito numero 2 sembra il tennista che ha preso il suo posto nella finale di Wimbledon, Milos Raonic. Il canadese ha giocato la finale tre anni fa – perdendola nettamente contro Rafael Nadal – e in carriera ha raggiunto altre due finali nei Masters 1000. Sfortunatamente per lui, però, in finale ha trovato in entrambe le occasioni Djokovic. L’ultima volta, a Indian Wells, raccolse appena due game contro il serbo. Raonic ha uno score negativo nelle finali, avendone giocate 19 e perse 11. Il trend non è cambiato quest’anno: dopo aver battuto Federer a Brisbane, Raonic ha perso tre finali di fila (Indian Wells con Djokovic, Queen’s e Wimbledon con Murray). Vincendo il titolo, Raonic sarebbe il primo canadese a vincere il titolo di casa nell’Era Open: il più vicino ad arrivarci è stato proprio lui tre anni fa.

Raonic e Djokovic, ad ogni modo, potrebbero finire nella stessa parte di tabellone, quindi hanno qualche buona chance di arrivare in finale anche Stan Wawrinka, seconda testa di serie e Kei Nishikori, numero 4 del tabellone. Wawrinka però non ha mai giocato una finale in un Master 1000 sul cemento e in Canada non è mai andato benissimo, avendo al massimo raggiunto i quarti di finale in due occasioni (2012 e 2014). Nishikori avrebbe tutto per giocare bene su questi campi e in effetti l’anno scorso arrivò per la prima volta in semifinale. Ad ogni modo quest’anno Nishikori è molto continuo nei Masters 1000: quarti a Indian Wells, finale a Miami e semifinale a Madrid e Roma. Insomma, tanto per cambiare bisognerà vedere però come starà fisicamente per capire quante chance ha di arrivare in fondo.

ATP Toronto 2016

Daniele Vallotto è nato a Padova, poi ha vissuto a Roma e ha finito per trasferirsi a Berlino. Gioca malissimo a tennis e pertanto ne scrive diffusamente. Si rade di rado la barba. Mail: d.vallotto@tennispotting.it
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