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Cinque cose sul Masters 1000 di Cincinnati

1. Chi ci sarà e chi no
Novak Djokovic, battuto al debutto alle Olimpiadi, arriverà agli US Open senza aver giocato a Cincinnati, l’unico grande torneo che manca nella sua bacheca se escludiamo le Olimpiadi. Il serbo ha vinto quattro dei sei Masters 1000 giocati quest’anno, fallendo solo a Montecarlo e a Roma. A Cincinnati ha giocato cinque finali, perdendole tutte, e nemmeno quest’anno metterà il suo nome nell’albo d’oro del torneo che si gioca in Ohio a causa di un infortunio al polso sinistro. L’anno scorso Djokovic perse contro Roger Federer in finale e lo svizzero è l’altro grande assente del torneo, visto che non parteciperà a nessun’altra competizione fino alla fine dell’anno. In termini di ranking, l’assenza più pesante è ovviamente quella di Federer: lo svizzero perderà 1000 punti e potrebbe essere superato dal numero 4 del mondo Stan Wawrinka, che a Cincinnati difende 180 punti. Il numero 1 di Djokovic non è ovviamente in pericolo ma nella Race Murray può tornare a farsi sotto dopo l’allungo del serbo grazie ai 1000 punti ottenuti a Toronto: dovesse vincere lo scozzese, Murray tornerà a circa 800 punti di distacco.

Oltre a Djokovic e Federer, a Cincinnati mancheranno Philipp Kohlschreiber, Jack Sock, Gilles Muller e Andrey Kuznetsov. I sei posti vacanti sono stati presi da Vasek Pospisil, Pablo Carreño Busta, Nicolás Almagro, Juan Mónaco, Borna Coric e Nicolas Mahut. Andreas Seppi, Martin Klizan e Paolo Lorenzi avrebbero avuto il diritto di entrare tra gli alternates, ma hanno rinunciato alla partecipazione. Oltre ai tennisti che entrano per diritto di classifica e ai due tennisti che hanno chiesto di entrare grazie al ranking protetto (cioè Julien Benneteau e Janko Tipsarevic, mancherà quindi Juan Martín del Potro), ci saranno sei qualificati e quattro wild-card, che sono state assegnate agli statunitensi Taylor Fritz, Jared Donaldson, Reilly Opelka (semifinalista ad Atlanta e all’esordio in un torneo di questa categoria) e allo spagnolo Fernando Verdasco, che cinque anni giocò un match incredibile al terzo turno contro Rafael Nadal, perdendolo con il punteggio di 7-6(5) 6-7(4) 7-6(9).

Da segnarsi il ritorno nel circuito ATP di Rafael Nadal, che non gioca in un torneo che assegna punti per il ranking dal Roland Garros e che ha saltato interamente la stagione sull’erba, rientrando solo per le Olimpiadi.

L'ultima - incerottatissima - vittoria di Nadal in un Masters 1000 su cemento.
L’ultima – incerottatissima – vittoria di Nadal in un Masters 1000 su cemento.

2. Le teste di serie e il tabellone
Le assenze di Djokovic e Federer promuovono Roberto Bautista-Agut e Feliciano López tra le prime sedici teste di serie. Solo i primi otto, però, accedono direttamente al secondo turno. Queste le teste di serie:

1-2: Murray – Wawrinka
3-4: Nadal – Raonic
5-8: Nishikori – Berdych – Tsonga – Thiem
9-12: Monfils – Ferrer – Goffin – Cilic
13-16: Gasquet – Kyrgios – Bautista-Agut – López

Kei Nishikori non è tra i primi quattro ed è evidente che il giapponese è il nome più pericoloso in ottica quarti. Pur soffrendo parecchio nei quarti di finale del torneo olimpico, Nishikori ha confermato la cifra distintiva di questo suo 2016: pochi acuti, parecchia regolarità. Solo a Indian Wells il giapponese ha fallito l’accesso alle semifinali, mentre a Miami e Toronto è riuscito ad arrivare in finale, perdendo in entrambe le occasioni contro Novak Djokovic. Nishikori però è stato parecchio sfortunato: ha perso la quarta testa di serie non avendo potuto difendere i 500 punti di Washington e da testa di serie numero 5 ha pescato il più forte dei quattro tennisti a disposizione, Andy Murray, peraltro suo avversario nella semifinale olimpica. Thiem, probabilmente il tennista più debole della fascia 5-8, è finito con Raonic (e non parte certo favorito con Monfils agli ottavi), Berdych con Nadal e Tsonga con Wawrinka. I tennisti più pericolosi della fascia 9-16 sono probabilmente Monfils, Cilic e Kyrgios. Di Monfils, battuto ai quarti di Rio da Nishikori, abbiamo già detto; Cilic è in zona Berdych mentre Kyrgios è finito dalla parte di Nadal. Ad ogni modo, non sono affatto da escludere dei ritiri da parte dei tennisti ancora impegnati a Rio de Janeiro, specie se le finali per il bronzo e per l’oro (previste per domenica) dovessero essere particolarmente impegnative.

I primi turni più interessanti sono Dolgopolov-Anderson (l’ucraino difende 360 punti e l’anno scorso è stato a due punti dalla vittoria con Djokovic in semifinale), Cilic-Troicki, Kyrgios-Pouille e Simon-Dimitrov. Potrebbe valere la pena dare un occhio anche a Coric-Paire e a Baghdatis-Pospisil.

3. Gli italiani
Seppi e Lorenzi avrebbero potuto entrare in tabellone, ma entrambi non giocheranno in Ohio e li ritroveremo dunque agli US Open, torneo poco fortunato per entrambi gli azzurri. Fognini, invece, giocherà a Cincinnati, nel difficile tentativo di strappare una testa di serie per lo Slam newyorkese. Due anni fa Fognini arrivò addirittura ai quarti di finale, un risultato piuttosto insolito per lui, che di solito sul cemento nordamericano fa molta fatica. Il ligure non sarà tra le teste di serie ed è stato pure abbastanza fortunato, almeno in teoria, perché non ha pescato uno dei primissimi. Purtroppo per lui, però, il pronostico è tutto dalla parte del suo avversario, visto che giocherà contro John Isner. Isner ha giocato due finali nei Masters 1000, una proprio a Cincinnati nel 2013: difficile pensare che Fognini possa fare partita contro il servizio dello statunitense, ma è anche vero che con lui non si può mai sapere. Fognini è l’unico italiano in tabellone e non verrà raggiunto da nessun connazionale, dato che non ci sono azzurri nel tabellone delle qualificazioni.

4. Il programma
A Cincinnati ci sono sei ore di differenza rispetto all’Italia, dunque le prime partite si giocheranno quando in Italia è pomeriggio. La sessione diurna comincia alle 11 (cioè le 17 italiane) e si prosegue fino a tarda sera, quando in Europa è già quasi mattina. Questo il programma del torneo:

Lunedì 15 agosto – Martedì 16 agosto: primo turno
Mercoledì 17 agosto: secondo turno
Giovedì 18 agosto: ottavi di finale
Venerdì 19 agosto: quarti di finale
Sabato 20 agosto: semifinali (non prima dell’1 di notte)
Domenica 21 agosto: finale (dopo la finale del torneo femminile, che si gioca alle 20 italiane)

Cincinnati 2015 Federer
Dodici mesi fa esordiva la SABR. Sembrano molti di più, vero?

5. I record
Con l’assenza di Roger Federer, mancherà il tennista più titolato del torneo. Lo svizzero ha vinto le ultime due edizioni: quella dello scorso anno, vinta contro Djokovic, è stata la settima che si è aggiudicato in carriera. Detto di Djokovic, che non ha mai vinto il torneo, gli unici due campioni che saranno in tabellone saranno Andy Murray, che vinse nel 2008 e nel 2011 battendo in entrambe le occasioni Djokovic, e Rafael Nadal, che ha vinto nel 2013 contro John Isner. Murray quindi potrebbe vincere il titolo per la terza volta in carriera, raggiungendo Agassi e Sampras. Solo Federer e Wilander (quattro titoli) avrebbero più trofei in bacheca.

Nadal, invece, non vince un Masters 1000 sul cemento proprio da Cincinnati 2013. Se dovesse ripetersi, si riavvicinerebbe al record di titoli in questa categoria, che ora appartiene a Djokovic. Il serbo ne ha vinti 30, lo spagnolo 28. Murray è in dodicesima posizione e se vincesse aggancerebbe Becker in nona posizione con 13 titoli.

ATP Cincinnati 2016

Daniele Vallotto è nato a Padova, poi ha vissuto a Roma e ha finito per trasferirsi a Berlino. Gioca malissimo a tennis e pertanto ne scrive diffusamente. Si rade di rado la barba. Mail: d.vallotto@tennispotting.it
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