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Nostalgia Canaglia

31 dicembre, interno giorno, spogliatoio di un circolo di Roma nord non eccessivamente borghese.

Tennista battuto: «Vabbè, a parte il punteggio mi sono divertito.»
Tennista vincitore: «Fammi capire: non vinci un set da mesi e volevi vincere oggi che è l’ultimo giorno dell’anno? E daje su.»
TB: «Giusto così, hai una palla che cammina più della mia; comunque mi diverto molto quando gioco con te, anche se perdo, comunque corro molto e rimetto tutto.»
TV: «Certo, anche io, mi metti in palla perché gli scambi non finiscono subito.»
TB: «Oh senti, ma hanno ricominciato a giocare a tennis quelli forti?»
TV: «Mah, l’ultima è che Djokovic si è cancellato pure da Doha, il gomito ancora gli dà noia. Uno pensava di ritrovarlo in forma agli Australian Open e invece a questo punto sarà un miracolo se lo vedremo in campo, e chissà come. Ma è in buona compagnia, eh. Ieri, in TV, ho visto quattro game fra Murray, che sostituiva Nadal al Mubadala, il capodanno tennistico che è l’esibizione di Abu Dhabi che si fa a cavallo di fine anno, e Bautista-Agut: 4-0 per lo spagnolo, roba che Murray non colpiva le palle che gli passavano a più di un metro di distanza.»
TB: «Ammazza, ma così sta messo? Ma che ha?»
TV: «Il problema che hanno quasi tutti i professionisti: l’anca.»
TB: «E perché non si opera?»
TV: «Be’, è sempre un’operazione innanzitutto, e quindi tempi di recupero lunghi e tutte le incertezze conseguenti. Andy è fermo da luglio, l’ultimo partita è il quarto di finale di Wimbledon, che a momenti vinceva senza reggersi in piedi. Si è allenato ma pare ancora non pronto a tornare a giocare agonisticamente. E anche lo facesse, quanto ci metterà a tornare competitivo considerato che non è ancora al meglio? Gli Australian Open iniziano fra due settimane.»
TB: «E Nadal invece?»
TV: «Stessa solfa. Ha rinunciato al Mubadala e poi pure a Brisbane, ha un contratto che gli procura bei soldi per la partecipazione. Non giocare a Brisbane significa che non è ancora pronto, ma non che gli manchi qualche giorno di rifinitura sulla preparazione: per me significa che è proprio in ritardo di condizione o che il ginocchio gli fa ancora molto male.»
TB: «Dici che non si è ristabilito ancora dal ritiro dopo la partita persa contro Goffin nel girone di qualificazione delle ATP Finals?»
TV: «Credo di no, secondo me dovrebbe fare come Federer: fermarsi per un altro paio di mesi e rientrare a marzo, magari per i tornei sul cemento americano. Anzi, rilancio: dovrebbe tornare a giocare direttamente sulla terra battuta, così da non sforzare le ginocchia sui terreni duri. Anche perché lui è un giocatore fisicamente pesante, e cioè uno che ha bisogno di giocare molte partite per trovare il ritmo. Presentarsi agli Australian Open in condizioni fisiche precarie e senza aver giocato un torneo ufficiale prima del debutto – al netto di qualche wildcard dell’ultimo momento ad Auckland o a Sydney – significherebbe andare incontro a qualche brutta figura.»
TB: «Annamo bene, ma senti: Wawrinka che fine ha fatto?»
TV: «Mah, e chi lo sa? L’altro giorno in TV hanno fatto la stessa domanda a Mezzadri, ex giocatore professionista svizzero e ora commentatore televisivo, e lui ha titubato. L’impressione è che Stan sia ancora indietro dal punto di vista della riabilitazione dopo l’operazione al ginocchio. Si è allenato, lo sappiamo da qualche video che ha postato sui social network, ma un conto è far vedere a tutti dieci secondi di scambi, un altro è giocare partite di torneo. Questo periodo di stagione, peraltro, è sempre stato uno dei suoi preferiti: ha vinto diverse volte a Chennai, in India, e poi in Australia si è definitivamente affermato nel 2014.»
TB: «E poi c’è quell’altro che è rotto pure, no? Er giapponese.»
TV: «Nishikori. Sta messo alla stessa maniera credo. Le ultime notizie lo danno come assente almeno fino a tutto gennaio, forse rientrerà a febbraio, forse marzo, chissà.»

Entra Signore, ex giocatore forte: «Di chi state parlando?»
TV: «Del lazzaretto che è il tennis attuale, che forse quest’anno sarà anche peggio del precedente.»
Signore ex giocatore forte: «Ah, sapete chi mi piace a me? Goffin, gioca troppo bene.»
TV: «Fa bene un po’ tutto, a memoria credo sia il giocatore più leggero del circuito, neanche 70 kg, comunque non credo possa vincere qualcosa di serio, ora stavamo parlando degli Australian Open. Bravo il belga comunque, mi ricorda Simon, amo i giocatori intelligenti in campo.»
TB: «Ci sarebbe Kyrgios, lui potrebbe veramente vincere qualche torneo dello Slam, altrimenti sai che noia? Uno sport dove vincono sempre gli stessi giocatori i tornei alla fine diventa noioso da seguire.»
TV: «Sottoscrivo la mozione. Solo che Kyrgios è un giocatore il cui futuro è impronosticabile. Avrà voglia di allenarsi con costanza? Ce la farà a essere concentrato per un mese di fila? Certo che può vincere tutto, ma fino all’altro giorno ha dichiarato che la gente si aspetta molto da lui, che sente molta pressione addosso, mah.»
TB: «Vabbè ma er canadese invece?»
TV: «Ma chi Raonic? Sarà ancora mezzo rotto dopo questo 2017 disastroso, non a caso Piatti, che è uno che ci vede lungo, lo ha scaricato.»
TB: «Macche Raonic, quello è ‘na pippa. Shapovalov!»
TV: «Ah ecco. Beh, forte, che dire? Vediamo se ripeterà l’exploit degli US Open, quando raggiunse gli ottavi di finale, anche se il tabellone degli US Open ve lo ricordate, no? Avrà un anno in più, quindi più esperienza ma anche maggior pressione addosso, considerato che anche negli spogliatoi di Roma, e non del Foro Italico, pippe come noi si chiedono se potrà vincere uno Slam.»

Roger non cambia il rituale 2017: Hopman Cup e poi Melbourne.

 

TB: «E quindi? Chi potrebbe vincere questo Australian Open?»
TV: «Io spero in Dimitrov, quel Dimitrov proprio battuto in semifinale contro Nadal al quinto set di Melbourne 2017, che poi si è perso durante l’anno per poi ritrovarsi alla fine, vincendo le ATP Finals. Dovrebbe aver guadagnato ancora più fiducia nei propri mezzi dopo quella vittoria, la più importante della sua carriera. Vero che mancavano gli altri ma oramai questo discorso non vale più: tutti i giocatori che abbiamo nominato, Nadal, Djokovic e Wawrinka, sono tutti over 30. Sono a fine carriera, magari non vinceranno più tornei dello Slam, vai a sapere. E quindi se Dimitrov riesce a vincere il suo primo torneo maggiore bella per lui, come diciamo qui a Roma. Poi ci sarebbe pure Zverev, che può tranquillamente vincere qualsiasi torneo se ne ha voglia; non mi sembra un tipo che perderà molti anni nel circuito come ha fatto Dimitrov, anche perché non ha la stessa concorrenza.»
TB: «Mamma mia Zverev, pallettaro noioso. Magari vincesse Dimitrov, gioca troppo bene il bulgaro!»
Signore ex giocatore forte: «Colpisce benissimo, sa fare tutto, e ora è anche forte atleticamente, speriamo veramente vinca qualcosa d’importante. Anche perché, altrimenti chi rimane?»

TV: «E rimane quello, lo sapete tutti.»
TB: «Il Re. Vabbè ma dai, ha 37 anni, che davvero può vincere?»
TV: «Avoja. Dove starebbe la concorrenza al suo livello? Federer si è allenato per arrivare al picco fisico adesso, un mese in cui sarà fresco atleticamente e pronto a dare il suo massimo. Paganini, il suo preparatore fisico, tra l’altro lo stesso di Wawrinka, è noto come il più bravo della categoria. A Federer non servono tornei per mettersi in palla; un anno fa bastò l’Hopman Cup, che sta giocando proprio in questi giorni a Perth. E poi la storia del fisico conta fino a un certo punto. Ve lo ricordate il torneo australiano di inizio anno, sì? Era spacciato al quinto set contro Nishikori, e vinse. Contro Wawrinka, uno che non gli dà mai fastidio a livello di gioco, riuscì a vincere al quinto. E poi il capolavoro contro Nadal. Cioè, voglio dire, ad un certo punto, in determinate fasi della partita o del torneo, la testa può farti fare cose che le gambe neanche immaginano. A lui non serve giocare molto prima dei tornei importanti, tanto ai primi turni con il tre su cinque è difficile uscire con il sistema delle 32 teste di serie.»
Signore ex giocatore forte: «Ecco sì, con le regole attuali è assolutamente così. Pensa se applicassero quelle delle NextGen Finals: un Federer leggermente sotto tono potrebbe perdere i game al killer point anche contro Seppi.»
TV: «Beh, Seppi l’ha già battuto Federer in Australia eh, e con le regole attuali.»
(Risate generali)
Signore ex giocatore forte: «Vabbè ho sbagliato esempio, facciamo che potrebbe perdere contro Basilashvili?»
TV: «Ma manco a tressette ce perde contro quello, comunque il tuo discorso è giusto.»
TB: «Quindi favorito Federer?»
TV: «E così dicono gli allibratori, i meglio informati fra tutti.»
TB: «Ma favorito di uno slam è quindi un giocatore di 37 anni?»
Signore ex giocatore forte: «…e che è anche numero due del mondo.»
TV: «Vero che ha 37 anni ma ti ho detto che lui sa bene che è in grado di arrivare al picco fisico in determinati momenti dell’anno. Si allena per questo. Lui a Melbourne sarà al top, poi è possibile che al terzo turno incappi in una giornata storta o che l’avversario lo tenga impegnato per quattro ore; poi non recupera a dovere e magari esce dal torneo contro qualche tennista di secondo piano. Il problema dell’età è questo: quattro ore di partita a 23 anni si recuperano anche dopo una serata in discoteca, a 37 no. Vale per noi come per Federer.»

TB: «Quindi vince lui»
TV: «Ma speriamo di no, ma lo dico per il tennis,  veramente. Se questo sport non si rinnova a livello di albo d’oro dei principali tornei continueremo a seguirlo solo noi vecchietti. I giovani, Zverev, Kyrgios, ci metto anche Dimitrov va, devono vincere quest’anno, per forza.»
TV: «Eh ma poi i tifosi di Nadal, Djokovic, Murray e dello stesso Federer piangeranno lacrime.»
TB: «Guarda è come quando la sera di capodanno accendi la TV e metti su Raiuno.
TB: «Che vuoi dire?»
TV: «Stasera su Rai 1 fanno “L’anno che verrà”, si canta e si suona dal vivo aspettando la mezzanotte. Sai chi ce trovi verso mezzanotte? ALBANO e ROMINA, non dico altro. Conosci la loro canzone più famosa, quella che sicuramente faranno verso mezzanotte?»
TB: «E chi non la conosce? Buon anno.»
TV: «Buon anno, amici»

Claudio Giuliani è un giornalista in forza al web. Gioca a tennis da un bel po' e tira il rovescio rigorosamente ad una mano. Volendo, potrebbe insegnarlo.
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