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L'ombra di Serena sul titolo della più forte

Simona Halep ha vinto il Roland Garros, ma manca ancora una prova di forza per lei.

Simona Halep ha vinto il Roland Garros, ma manca ancora una prova di forza per lei.

Se ne è andato così, l’ultimo clamoroso caso di numero 1 slamless (ed è meglio utilizzare l’anglicismo perché l’aggettivo è la lettera scarlatta del tennis, quella che riesce a screditare anche il fatto di essere diventata la più forte ): Simona Halep ha vinto finalmente il suo primo Major lasciando nella lista di questa specie oramai a rischio di estinzione soltanto Karolina Pliskova, che però è stata numero 1 della WTA un po’ per caso un po’ per troppo poco tempo per meritare una seria attenzione. Ci sono volute ben quattro opportunità, di cui tre proprio a Parigi – torneo da cui iniziò tutto , quando nel 2008 Halep vinse il Roland Garros junior – per alzare al cielo una coppa. C’è chi ha fatto peggio: Kim Clijsters, la tennista belga più famosa assieme a Justine Henin, perse quattro finali prima di vincere gli US Open nel 2005. E probabilmente Halep firmerebbe col sangue per avere la carriera di Clijsters –  chi non lo farebbe? –  visto che la belga ha vinto altri 3 Slam ed è riuscita anche ad avere un figlio nel frattempo.

Si usa dire che negli sport, e nel tennis in particolare, la memoria è la prima nemica, si deve dimenticare istantaneamente il passato, per guardare al passo successivo. E se fosse che Halep invece abbia vinto proprio per non avere dimenticato cosa è successo nelle passate occasioni? Era ancora un ricordo nitido nella testa di Simona la finale dell’anno scorso a Parigi, quando avanti di un set e di un break contro Jelena Ostapenko, si fece rimontare per vedersi sfuggire il match clamorosamente di mano. Ricordo ancora più nitido è la finale persa in Australia quest’anno contro Caroline Wozniacki quando, avanti di un break nel set decisivo, ha poi dovuto fare i complimenti all’avversaria che stringeva il trofeo.

Simona Halep lo ha fatto capire quando ha rimontato Angelique Kerber ai quarti di finale, indicando la tempia con il dito dopo aver vinto l’ultimo punto: “È tutto qui dentro”. La prima prova di forza l’ha offerta in semifinale, annichilendo Muguruza, la vera favorita del torneo, assicurandosi di mantenere lo scettro da numero 1 del ranking dopo il torneo. In finale, è riuscita a decifrare l’enigma Stephens, che sembrava francamente indecifrabile. Non è stato facile riuscire a fare breccia nella capacità difensiva dell’americana, campionessa degli US Open che, pur non essendo la numero 1 del mondo, è sicuramente la numero 1 in quanto ad impatto con la pallina: lo schiocco pulito che fa la racchetta, la traiettoria secca e precisa del colpo che esce dalle corde, meriterebbe quel riconoscimento. E stavolta è stata lei, Simona, a rimontare l’avversaria ad un passo dal trofeo, avanti di un set ed un break nella finale.

Halep ha dimostrato di essere pronta ad assumersi le responsabilità di essere la più forte e che l’appellativo slamless le si confaceva ben poco. Merita d’essere sottolineato come Simona sia l’unica tennista ad aver infranto la “maledizione” mentre deteneva la posizione numero 1 del ranking. E comunque, guardare questo trionfo di Halep come il coronamento di un lieto fine è molto riduttivo. Diciamo la verità: Simona meritava di vincere uno Slam da molto tempo prima. A voler essere onesti, a parte la finale di Parigi con Sharapova, quando una Halep ancora inesperta e che si affacciava per la prima volta e timidamente ai grandi palchi non aveva realmente nulla da chiedere, nelle altre due occasioni la romena avrebbe meritato di vincere.

Sloane Stephens, nuova numero 1 d’America.

Vuoi per la classica favola di Ostapenko, bella e vincente come il suo tennis fintanto che si allineano tutti gli astri, vuoi un caso più distorto in Australia (complice un criminale medical time out chiesto dalla danese nelle fasi cruciali del terzo set), Simona Halep è rimasta inspiegabilmente senza Slam. E forse questo poteva essere un macigno in più da sopportare, la consapevolezza di poter perdere ancora un’altra finale, chissà in quale maniera questa volta. Ma alla quarta occasione Halep non era più vergine, non aveva più timori reverenziali. Probabilmente, se non avesse vinto anche questa volta, non ne avrebbe fatto un dramma e avrebbe aspettato una nuova occasione. Ma in questa finale era consapevole di essere lei la favorita, la numero 1 del mondo, la più forte. E Simona lo ha dimostrato in campo, perché altrimenti non avrebbe ribaltato un set e un break di svantaggio con la facilità dimostrata. Per la prima volta, Halep ha acquisito la consapevolezza di essere una campionessa se è vero che una delle caratteristiche dei campioni è di far girare la partita in un modo o nell’altro. E deve averlo compreso anche Stephens, se la sua granitica solidità nel terzo set ha lasciato spazio all’incertezza ed al timore.

Halep ha vinto uno Slam è ha scoperto l’acqua calda: che è giustamente la più forte. Ma ha ancora qualcosa da dimostrare visto che le due finali giocate prima di questa sono arrivate quanso Serena Williams non ha partecipato. E in questo Roland Garros Serena si è ritirata agli ottavi di finale. Chissà cosa succederà quando la più forte tennista di sempre tornerà a pieno regime a competere nel circuito. Allora sì che Halep dovrà mettere a tacere le malelingue, chi insinua che lei sia la più forte tra le “comuni mortali”, che ha approfittato della cosiddetta “dominance gap” del circuito, che è riuscita a vincere uno Slam approfittando dell’assenza di Serena. Non nascondiamoci: Simona Halep è la tennista rumena più forte di sempre, con buona pace di Virgini Ruzici – che peraltro al momento ha lo stesso suo numero di titoli Slam; è anche la tennista più forte del circuito, e le 27 settimane in vetta del ranking cresceranno vertiginosamente a meno di clamorosi scivoloni nei due Slam rimasti. Ma basterà questo ad evitare che il suo successo venga adombrato dal rientro di Serena Williams? Garbine Muguruza l’ha battuta vincendo un Roland Garros; Angelique Kerber l’ha sconfitta in finale in Australia; Simona Halep l’ha battuta una volta e ha perso gli altri otto scontri. La rumena ha bisogno di un’ultima prova di forza, se vuole dimostrare di essere veramente la più forte.

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Roland Garros 2018 Simona Halep


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