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L'erba del vicino

Inizia Wimbledon, e al solito sarà Federer a decidere come finirà il torneo.

Inizia Wimbledon, e al solito sarà Federer a decidere come finirà il torneo.

L’anno scorso una delle edizioni più incolori degli ultimi anni si concluse con l’ennesimo record di Federer, che per l’occasione completò il torneo senza cedere neppure lo straccio di un set. Il cammino dello svizzero diventava addirittura più agevole via via che si succedevano gli avversari, fino alla finale con un Cilic tanto impaurito nel trovarsi al cospetto di un dio nel suo paradiso personale da scoppiare in lacrime. Che quest’anno la storia si ripeta in teoria non sarebbe verosimile, in pratica il sorteggio ha consegnato un percorso che un Federer al 70% dovrebbe completare ridendo e scherzando. Lajovic al primo turno, come l’anno scorso; Lacko al secondo; uno tra Karlovic e Leonardo Mayer al terzo; Coric, se ci arriva, agli ottavi; uno tra Querrey, Anderson e Gasquet ai quarti; Cilic, Raonic, Dimitrov e magari Isner sono tra i papabili della semifinale; e in finale chi sopravvive dall’altra parte, in cui sono capitati Djokovic, Nadal, Zverev, Thiem e l’atteso di sempre, Nick Kyrgios. I federofili, che continuano a vedere fantasmi ovunque nonostante l’incredibile carriera dello svizzero, già ricordano che Coric lo ha appena battuto a Halle che Cilic pare abbia acquisito ben altra sicurezza rispetto al giocatore che fu. E magari hanno persino paura di Nadal, che chissà quanta voglia ha di dover giocare le sue quattro partite da queste parti. Ma l’impressione è che Federer conservi un margine enorme rispetto a chiunque e che, a differenza di Halle e Stoccarda, sarà il luogo a consigliargli l’attenzione necessaria per non correre particolari rischi. E comunque, come da 15 anni a questa parte, sarà Federer a decidere come finirà il torneo di Wimbledon.

8 titoli a Wimbledon valgono l’asciugamano edizione limitata.

Conviene quindi cercare altrove i motivi per cui questo torneo è talmente atteso da essere diventato anche un po’ stucchevole. Per quanto si possa cercare di evitare i luoghi comuni su tempi, erbe sacre, fragole, panne e code verremo inondati da inutili notizie sui litri di birre su quanto è fantastico tutto eccetera. E bisogna del tutto sospendere qualsiasi senso critico per trovarci qualcosa di interessante anche dopo la prima volta che si è fatto il dovuto pellegrinaggio. Ma per fortuna, a margine di tutto questo, resta il torneo, che quest’anno, vincitore a parte come detto, potrebbe essere interessante almeno quanto il Roland Garros.

Intanto per via dei rientri più attesi, quello di Andy Murray, che era pur sempre il numero 1 del mondo quando dovette abbandonare il quinto set contro Querrey l’anno scorso, e quello di Nick Kyrgios, croce e delizia e secondo quasi tutti, noi compresi, talmente più forte del resto del mazzo da avere in mano qualsiasi partita. Entrambi hanno fatto delle apparizioni nei classici tornei di preparazione con indicazioni più o meno confortanti. Kyrgios ha perso contro Federer e contro Cilic ma solo nei tiebreak, Murray, ha battuto un altro convalescente, Wawrinka, e ha dato l’impressione di non forzare troppo contro Edmund. La sensazione è che Kyrgios sia a posto, testa permettendo, Murray ancora no. Il tabellone di Murray, che non è tra le teste di serie naturalmente, non è leggerissimo, a paritre dal primo turno contro un altro mezzo matto come Benoit Paire. Il problema è che il francese non sai mai cosa gli passi per la testa, anche se in una partita 3 su 5 è facile che non riesca a mantenere la concentrazione. In ogni caso dovrebbe essere una bella partita, così come dovrebbe esserlo quella tra Shapovalov e Chardy, che stabilirà l’avversario di secondo turno di Murray. E nel terzo lo scozzese potrebbe incontrare del Potro.  Più agevole risulterebbe l’ottavo di finale in una zona di tabellone presidiata da Goffin e poco altro. In definitiva non è impossibile trovare Murray ai quarti di finale, a condizione appunto che la condizione del due volte vincitore di Wimbledon sia decente.

Tutto sommato il discorso su Kyrgios è più semplice: se rimane con la testa sui match è del tutto inverosimile che non arrivi in fondo al torneo. Negli ottavi dovrebbe incrociare Alexander Zverev, che con Kyrgios ha quasi sempre avuto enormi problemi che l’erba dovrebbe acuire. Se davvero i due arriveranno al Manic Monday, il lunedì più bello dell’anno tennistico, il palcoscenico sarà tutto per loro. Passare il turno non garantirà nulla, soprattutto nell’eventualità che fosse Zverev a vincere, ma forse si capirebbe meglio la natura della rivalità. Sasha Zverev ha sempre dato l’impressione di patire la personalità del rivale, tecnicamente in grado di fare troppo cose meglio di lui, ma se una cosa non difetta al tedesco è il carattere.

Nadal si presenta al torneo senza aver giocato prima altri tornei su erba

I tornei di preparazione hanno consegnato anche un ottimo Djokovic, che anche se lontano parente di quello che fu non sembra neppure lo sfocato giocatore dei “1000” nordamericani. Agli ottavi dovrebbe arrivarci senza problemi, e forse è persino favorito contro Thiem, visto che l’austriaco continua ad essere un mistero, per come alterni prestazioni splendide a giornate sconfortanti. L’erba potrebbe aiutare il serbo – incredibile… – e poi chissà.

Tra i pezzi da novanta rimangono Nadal e, appunto, Cilic. Lo spagnolo ha un po’ perso col tempo quella sua caratteristica famelica che lo portava ad essere sui campi in erba il martedì dopo aver vinto il Roland Garros, e si è tenuto ben lontano dal verde. Vedrà un po’ come vanno le cose, se troverà uno spiraglio non se lo farà certo scappare, se becca il Gilles Muller della situazione amen, ci si rivede in Canada. Cilic ha appena vinto il Queen’s e ha giocato bene persino a Parigi. In molti lo accreditano come il vero rivale di Federer. La sensazione è che il croato ci creda un po’ di più rispetto al recente passato, ma che i suoi problemi tecnici, a partire dalla scarsa mobilità e da un rovescio non troppo competitivo, persistano. È diventato ancora più solido col servizio, ma in risposta rimane molto lontano dalla sufficienza e non è escluso che possa avere più di qualche problema prima di arrivare a Federer. Sia Raonic che Dimitrov qualche guaio possono procurarglielo.

Più o meno il quadro è questo, dei quattro posti in semifinale uno è di Federer, ma gli altri tre chissà, dovessimo seguire le nostre inclinazioni ci piacerebbero Dimitrov, e Kyrgios, mentre il quarto posto, quello che dovrebbe essere di Nadal sarà terreno di conquista per chi sta meglio. Da quelle parti ci sono tre italiani, Berrettini, Cecchinato e Fognini, ma non è il caso di farci troppo affidamento. Andrà già bene se supereranno un paio di turni, magari Berrettini potrebbe ripercorrere la strada di Cecchinato a Parigi, visto che Sock è l’avversario forse più comodo che potesse trovare e considerato che la sua zona di tabellone non è impossibile. Magari la semifinale no, ma la seconda settimana chissà. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Fognini, se non fosse che serve un’altra predisposizione per approfittare di queste opportunità.

Signori, il catalogo è questo. Noi tifiamo per Tsitsipas.

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wimbledon 2018


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