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Che Manic Monday ci aspetta, allora?

Dopo una prima settimana ricca di sorprese, ci attende un lunedì di ottavi poco esaltante, a meno che non si avveri il desiderio espresso da Fognini.

Dopo una prima settimana ricca di sorprese, ci attende un lunedì di ottavi poco esaltante, a meno che non si avveri il desiderio espresso da Fognini.

Cos’è successo nel tabellone maschile

Delle prime 16 teste di serie sono arrivati agli ottavi solo in 5. Anderson, Thiem, Tsitsipas, Zverev, Isner, Khachanov, Medvedev, Fognini, Cilic e Monfils sono stati eliminati tra il primo e il terzo turno, per cui il tennista con la classifica più alta dietro ai soliti tre è il sorprendente Nishikori: sorprendente perché si è qualificato agli ottavi senza perdere set, a differenza dei favoriti, ed è solo la seconda volta che ci riesce, dopo gli US Open 2014 – sì esatto, quando poi arrivò in finale. Djokovic, Federer e Nadal hanno fatto il loro, ma nessuno ha brillato particolarmente: il campione in carica ha perso un set con Hurkacz, Federer ne ha lasciato uno a Harris, Nadal ha dovuto sudarsi l’accesso al terzo turno ma alla fine Kyrgios è riuscito a vincere solo un set. A conti fatti, considerato il tabellone, quello che aveva più da perdere era Nadal, perciò lo spagnolo è quello che è sembrato più brillante in questa prima settimana. Il che è molto positivo, perché più l’erba diraderà, più in alto rimbalzerà la palla di Nadal: tutti avvisati, eh?

Doveva essere un terzo turno complicato per Nadal: Tsonga ha fatto 8 game, gli stessi che aveva vinto Tomic contro il francese.

Che cos’è successo nel tabellone femminile

Tra le donne sono arrivate agli ottavi 6 delle prime 16. Ad uscire prima del tempo sono state Osaka, Bertens, Kerber, Stephens, Sabalenka, Sevastova, Bencic, Wozniacki, Wang e Vondrousova. Delle favorite non c’è dubbio che la più impressionante sia stata Ashleigh Barty, campionessa al Roland Garros e imbattuta da 15 partite di fila, con una striscia di 20 set consecutivi dopo aver perso il primo set della semifinale del Roland Garros contro Anisimova. Barty ha perso 12 game in 3 partite, ma ora il gioco si fa duro: al prossimo turno c’è una specialista dell’erba, Alison Riske, ai quarti dovrebbe esserci Serena Williams, e sarà probabilmente il match più interessante di giornata. Delle altre big, solo Kvitova è arrivata agli ottavi senza perdere un set. Da segnalare l’ottimo percorso di Shuai Zhang, numero 50 del mondo, che si è qualificata vincendo 6 set su 6. Prima di questo torneo non aveva ancora vinto una partita a Wimbledon. La tennista della settimana però è stata Cori Gauff, che ha eliminato Venus Williams, Magdalena Rybarikova e Polona Hercog dopo essere passata dalle qualificazioni. Ha 15 anni, è già stata messa sotto contratto da vari brand e l’hanno già programmata sul Centrale: robe da far girare la testa, non a lei, forse perché è troppo giovane per accorgersi di cosa sta succedendo. Intanto può godersi il momento senza troppi pensieri, l’adolescenza è fatta anche per quello.

Forza Italia

Per l’ennesima volta, l’Italia stava per chiudere il bilancio della prima settimana in rosso, invece Matteo Berrettini ha portato un po’ di verde. Sull’orlo del baratro, contro Diego Schwartzman, il romano è riuscito a non scomporsi e a fare quello che doveva fare: qualificarsi agli ottavi grazie ad un tabellone abbastanza semplice. Ma che gli Slam siano qualcosa di diverso dai tornei di Stoccarda o Budapest, lo si è visto al terzo turno. L’argentino Schwartzman, che fino a quest’anno aveva vinto una partita su erba in tutta la carriera, è andato a tanto così da soffiargli la chance di sfidare Federer sul Centrale nel Manic Monday, ma per fortuna di Berrettini l’avversario si è giocato malissimo le sue carte nel momento più importante. Il primo match point annullato da Berrettini, sul 5-4 del quarto set, uno scambio lentissimo sulla diagonale del rovescio, Schwartzman avrebbe potuto prenderlo in mano almeno un paio di volte. Alla fine è stato Berrettini a indirizzare il punto e la partita, annullando altri due match point nel turno successivo e vincendo un tie-break giocato con grande intelligenza e calma, le due doti che abbiamo imparato a scoprire in questo 2019. Doti che sono mancate a Fabio Fognini, che a dispetto di un tabellone davvero semplice, è riuscito a perdere contro Tennys Sandgren e guadagnandosi i titoli dei giornali per aver evocato la lotta armata contro le bieche potenze imperialiste: siamo dalla tua parte, Fabio.

Se non altro, non è sotto negli head-to-head con Federer.

Il match più bello

Verdasco ne ha fatta un’altra delle sue, rimontando due set a Edmund sul Centrale, Paire è tornato negli ottavi di uno Slam dopo una bella battaglia con Vesely, Evans e Sousa hanno fatto vedere che ci si può divertire anche senza i top 10 in campo, ma il match del tabellone maschile non può che essere Goffin-Medvedev, un match giocato sul filo dei nervi e che il belga si è aggiudicato rimontando da 4-1 nell’ultimo set. Medvedev ha confermato di essere un tennista facile da far innervosire e Goffin ha tutto ciò che serve per far perdere le staffe al russo. Se Medvedev poteva essere considerato il favorito per il ranking, Goffin ha fatto valere la sua esperienza e negli Slam quel che conta è la seconda. La partita in ogni caso è stata bellissima, in un campo periferico e con poco pubblico, ma molto caldo. Uno di quei match per cui vale la pena comprare il biglietto Ground e lasciare il Centrale ai patiti di selfie da postare su Instagram.

Tra le donne, la partita di cui tutti si ricorderanno l’anno prossimo, o forse anche di più, è stata quella tra Gauff e Hercog, giocata sotto il tetto del Centrale, con un pubblico apertamente schierato per la giovanissima statunitense. Il gioco di Cori Gauff è piuttosto semplice da descrivere: la statunitense ha un servizio eccellente, le piace manovrare l’avversaria e non prende grossi rischi. Ciononostante è molto difficile attaccarla, perché sa tenerti distante dalla linea di fondo e usa molto intelligentemente tutti gli angoli che ha a disposizione: non male per una 15enne. Hercog le ha dato molto filo da torcere, ma la slovena ha pasticciato sul più bello, quando avrebbe potuto chiudere in 2 set una partita che avrebbe meritato di vincere.

Due australiane sono riuscite a vincere Roland Garros e Wimbledon nello stesso anno: Margaret Court nel 1970 e Evonne Goolagong nel 1971.

Kyrgios-Nadal

Non ci siamo ovviamente dimenticati del match più atteso di questa settimana, che a dire il vero non ha deluso. Ma per poterlo scegliere come miglior match della prima settimana, sarebbe servito un Kyrgios più attento. Nel 2014, anno del loro primo incontro a Wimbledon, a fare la differenza fu proprio la concentrazione dell’australiano, che vinse entrambi i tie-break per 7-5, dimostrando nervi saldi e una personalità da campione. Anche ad Acapulco a fare la differenza erano stati i due tie-break con cui Kyrgios era riuscito a rimontare Nadal. Questa volta lo spagnolo ha dato tutto quello che aveva per non farsi sorprendere. E così il tie-break del terzo set è stato quello che alla fine ha deciso il match, perché in pochi ottimisti si aspettavano che Kyrgios avrebbe potuto vincere due set di fila. Un po’ a sorpresa anche il quarto set si è deciso al tie-break e anche in questo caso è stato Nadal ad avere la meglio. Lo spagnolo aveva giocato con più intensità e decisione per tutto il set, meritandosi quindi il biglietto di entrata per gli ottavi. In conferenza stampa Kyrgios ha fatto il Kyrgios, ripetendo per i più duri di comprendonio che “si tratta solo tennis, non è così importante, no?”, per poi rendersi conto di trovarsi di fronte a una platea di persone per cui invece il tennis è così importante. A quel punto Kyrgios ha scrollato le spalle, già sapendo che anche la prossima volta ci sarà qualcuno che proverà a fargli domande sulle sue motivazioni e su cosa pensa di migliorare per poter vincere i tornei dello Slam. Del resto fa parte del gioco, e a quanto pare Kyrgios non si è ancora del tutto stufato di giocare. Conserviamocelo, finché dura.

Gli ottavi maschili

Magari verremo smentiti, ma raramente abbiamo avuto – sulla carta – un Manic Monday così moscio. I tre match dei favoriti non lasciano spazio a sorprese: Humbert, l’avversario di Djokovic, è stato bravissimo a sfruttare il nervosismo da top player in fieri di Auger-Aliassime, ma difficilmente porterà a casa un set; Sousa ha già fatto la storia, diventando il primo portoghese a qualificarsi agli ottavi di Wimbledon, e non ha armi per poter fare male a un Nadal apparso in buone condizioni; Berrettini, che pure debutta negli ottavi di uno Slam, è quello con la classifica migliore e dopo la vittoria con Schwartzman ha anche provato a fare l’impavido, dicendo di avere le armi per battere Federer: sarà, ma saremmo in zona Stakhovsky o giù di lì.

Tocca allora a Goffin-Verdasco, peraltro l’unica sfida in cui c’è equilibrio (3-3: le altre o sono pesantemente sbilanciate o sono primi incontri), a reggere il peso di un lunedì da cui non ci aspettiamo granché. Il premio per il vincitore sarà un quarto di finale con Djokovic, ma per entrambi arrivare ai quarti sarà in ogni caso un grande successo. Molto squilibrata, sul piano degli head-to-head, è Bautista-Agut contro Paire: lo spagnolo ha vinto sei volte su sei contro il francese, una delle quali a Wimbledon. Proprio nello Slam londinese, quattro anni fa, Paire ha avuto la più grossa chance di battere Bautista-Agut, che era sotto di due set a zero.

Potrebbe essere più equilibrata del previsto Pella-Raonic (il vincente trova Paire o Bautista-Agut, questi quattro si giocano una semifinale davvero insperata) e magari ci scapperà un’altra sorpresa, dopo l’eliminazione di Anderson. Querrey-Sandgren farà il pienone su ESPN e basta, Nishikori-Kukushkin ha tutti gli ingredienti per finire in cinque set e a ben pensarci potrebbe essere la partita più divertente da vedere.

[1] N. Djokovic vs U. Humbert
[21] D. Goffin vs F. Verdasco
[26] G. Pella vs [15] M. Raonic
[23] R. Bautista-Agut vs [28] B. Paire
S. Querrey vs T. Sandgren
J. Sousa vs [3] R. Nadal
[8] K. Nishikori vs M. Kukushkin
[17] M. Berrettini vs [2] R. Federer

Benoit Paire è agli ottavi di uno Slam per la quarta volta in carriera: meno di un mese fa la terza, al Roland Garros, quando arrivò a match point contro Nishikori.

Gli ottavi femminili

Potrebbero essere più interessanti gli ottavi femminili, anche se i quarti promettono di essere ancora più divertenti, a differenza di quello che sembra offrire il tabellone maschile. Ma in ogni caso il tabellone femminile potrebbe farci vedere qualche partita da ricordare già da lunedì, come la tradizione del Manic Monday imporrebbe: le tre partite con più potenziale sono Konta-Kvitova, perché entrambe sanno giocare molto bene sull’erba e nei primi tre turni hanno convinto parecchio; Svitolina-Martic, perché la croata potrebbe raggiungere i quarti in uno Slam per la seconda volta consecutiva e sarebbe un gran bel premio per il suo tennis brillante: l’avversaria è tosta, ma non impossibile, e già al secondo turno Svitolina ha rischiato grosso contro Gasparyan; e naturalmente Halep-Gauff, con la romena che sembra ancora una volta l’avversaria ideale per la giovanissima statunitense: favorita, certo, forse favoritissima, ma di sicuro non imbattibile su questa superficie.

Un occhio lo si potrebbe dare anche a Barty-Riske, ma l’australiana sembra davvero troppo in forma per doversi preoccupare. Serena affronta un’avversaria che per qualche motivo non le ha mai dato il benché minimo fastidio, su nessuna superficie: l’obiettivo per Suárez-Navarro è fare meglio dei 5 game raccolti nella sua miglior prestazione contro la statunitense. In tutto ha vinto 16 game in 12 set, compresi 5 bagel. Praticamente impossibile aspettarsi qualcosa di meglio sull’erba. Rimangono Strycova-Mertens, con un contrasto di stili ben marcato, Muchova-Pliskova e Zhang-Yastremska. Difficile che ce ne ricorderemo a fine anno.

[1] A. Barty vs A. Riske
[11] S. Williams vs [30] C. Suárez-Navarro
B. Strycova vs [21] E. Mertens
[19] J. Konta vs [6] P. Kvitova
[8] E. Svitolina vs [24] P. Martic
K. Muchova vs [3] K. Pliskova
[7] S. Halep vs C. Gauff
S. Zhang vs D. Yastremska

Wimbledon 2019

Daniele Vallotto è nato a Padova, poi ha vissuto a Roma e ha finito per trasferirsi a Berlino. Gioca malissimo a tennis e pertanto ne scrive diffusamente. Si rade di rado la barba. Mail: d.vallotto@tennispotting.it
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