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Carte sul tavolo

Dopo una settimana burrascosa, sono arrivate agli ottavi solo tre delle prime otto: Barty, Halep e Kvitova. Ma se la vera favorita fosse un'altra?

Dopo una settimana burrascosa, sono arrivate agli ottavi solo tre delle prime otto: Barty, Halep e Kvitova. Ma se la vera favorita fosse un'altra?

Fino a venerdì, sembrava scorrere tutto liscio nel tabellone femminile: c’era stata qualche sconfitta tra le teste di serie, ma niente di eclatante. Tutte e 10 le top 10 erano arrivate al terzo turno, 9 di queste senza perdere un set (l’eccezione è Ashleigh Barty, che dopo aver perso il primo set con Lesia Tsurenko ha vinto i due successivi per 6-1). Insomma, si andava verso degli ottavi estremamente equilibrati. Poi è arrivata una delle giornate più sorprendenti degli ultimi anni, che in molti hanno paragonato al mercoledì nero di Wimbledon 2013: nel giro di poche ore sono uscite dal torneo Serena Williams, la detentrice del torneo Naomi Osaka, Belinda Bencic e Madison Keys. Il giorno dopo è toccato a Elina Svitolina e Karolina Pliskova.

Risultato: agli ottavi ci sono quattro tenniste fuori dalle teste di serie e solo delle tre delle prime otto. A ben guardare il tabellone, però, non ci sono nomi davvero sorprendenti. Di Coco Gauff si è già detto di tutto e più ed è chiaro che gli ottimi risultati della seconda parte del 2019 non sono stati un caso. La vittoria contro Naomi Osaka sarà stata certamente influenzata dalla pessima prestazione della campionessa in carica, ma Gauff si è già messa in condizione di poter approfittare degli scivoloni delle migliori. C’è chi non ci riesce in un’intera carriera. Swiatek, che ha 18 anni, è uno dei nomi che stanno emergendo più frequentemente e grazie a un tabellone non particolarmente complicato ha raggiunto gli ottavi di uno Slam per la seconda volta in carriera. Muguruza è in un periodo di grazia e la prestazione con cui si è sbarazzata della numero 5 del mondo suggerisce che bisogna tenerla in conto per la vittoria finale. Infine Jabeur, prima donna africana a giocare gli ottavi di uno Slam, ha finalmente visto premiato un tennis d’attacco che non significa power tennis da fondo campo ma discese a rete e, tenetevi forte, qualche bella e rischiosa volée.

Come sempre accade, è difficile dire chi è la favorita, però si può dire che Simona Halep, finalista nel 2018, sta giocando molto bene e visto che ha imparato a vincere gli Slam, bisogna tenerne conto. Barty rischia di patire un po’ la tensione, ma ha tutte le carte in regola per vincere. Kvitova, che l’anno scorso giocò un torneo fantastico e si arrese in finale solo ad una Osaka lontana parente di quella vista quest’anno, ha avuto qualche problemino nel secondo turno contro Badosa, ma in tutto ha perso 14 game in 3 partite, 10 dei quali contro lo spagnola. E naturalmente non va dimenticata Muguruza, che ha iniziato il torneo con un bagel subìto da Shelby Roger per lasciare 3 game a Svitolina quattro giorni dopo.

Purtroppo Barty e Kvitova potrebbero incrociarsi nei quarti e infatti una semifinalista sarà una sorpresa, sulla scia di Collins (semifinalista nel 2019), Mertens (2018), Vandeweghe e Lucic-Baroni (2017), Konta (2016) e Keys (2015). A rigor di classifica le chance maggiore le ha Sofia Kenin, che dopo tutto è numero 14 del mondo. Non ha mai passato gli ottavi di uno Slam e l’occasione stavolta è davvero ghiotta: dovesse riuscire ad arginare la debordante adolescenza di Coco Gauff, le toccherà un quarto di finale contro Qiang Wang e Ons Jabeur, che stanno giocando un ottimo tennis ma non sono certamente Navratilova ed Evert.

Senza farsi troppo notare, si è qualificata agli ottavi anche Angelique Kerber, che è l’unica delle 16 rimaste ad aver vinto il torneo. Il tabellone le sta dando una bella mano, visto che ha affrontato tre tenniste fuori dalla top 100 e la prossima, Pavluychenkova, le ha fatto il favore di toglierle di mezzo la numero 2 del mondo, Karolina Pliskova. Sembra seria la candidatura di Kiki Bertens, che sembra a suo agio su campi non particolarmente veloci come quelli australiani. Come Kerber, anche l’olandese non ha trovato avversarie irresistibili, però ora dovrà vedersela con Muguruza, in quello che è probabilmente il match più incerto: se non altro capiremo quanto sono alte le possibilità di vittoria finale della vincitrice di questa sfida.

Dopo una settimana in cui le prime della classe hanno lasciato a desiderare, viene da chiedersi se le top 10 sopravvissute riusciranno a far valere la propria classifica, ma la vera incognita si chiama Garbiñe Muguruza, che ha ampiamente dimostrato di poter vincere uno Slam senza preavviso, in maniera simile a quanto ha fatto Stan Wawrinka nel circuito maschile tra il 2014 e il 2016.

In attesa di conoscere chi sarà la nuova regina di Melbourne, Melbourne ha salutato forse per l’ultima volta due ex campionesse: la prima, Caroline Wozniacki, ha già annunciato il suo ritiro e ha deciso di giocare l’ultimo torneo della sua carriera in Australia, nel paese in cui ha vinto il suo primo e unico Slam; l’altra, Maria Sharapova, sembra vicina all’addio ma con una come lei non si può sapere. Quest’anno è entrata in tabellone solo grazie a una wild-card, ha perso in due rapidi set al primo turno ed è uscita dalle prime 300 del mondo. Per rivederla agli Australian Open tra dodici mesi dovranno succedere un bel po’ di cose.

Gli ottavi femminili:
[1] Barty vs. [19] Riske
[7] Kvitova vs. [22] Sakkari
[14] Kenin vs. Gauff
[27] Wang Q. vs. Jabeur
[4] Halep vs. [16] Mertens
[28] Kontaveit vs. Swiatek
[9] Bertens vs. Muguruza
[17] Kerber vs. [30] Pavlyuchenkova

Australian Open 2020

Daniele Vallotto è nato a Padova, poi ha vissuto a Roma e ha finito per trasferirsi a Berlino. Gioca malissimo a tennis e pertanto ne scrive diffusamente. Si rade di rado la barba. Mail: d.vallotto@tennispotting.it
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