menu Menu

I soliti ottavi d'Australia

Sorprese? Poche. Certezze? Le solite. Gli ottavi di finale maschili degli Australian Open 2020.

Sorprese? Poche. Certezze? Le solite. Gli ottavi di finale maschili degli Australian Open 2020.

Nadal vs Kyrgios

Ad un certo punto quello che sta diventando un classico sembrava stesse saltando. Prima un malanno al gluteo, poi un nuovo regalo nel terzo set stavano allontanando Kyrgios da Nadal. L’australiano se l’è cavata con classe e fortuna ma quei due set in più hanno un po’ cambiato le sensazioni per il prossimo turno. Se i tre match di Nadal sono stati troppo poca cosa per darci un’idea delle condizioni di forma dello spagnolo – anche se è un segnale il non aver permesso alle partite di complicarsi – i tre di Kyrgios sono stati invece pieni di punti interrogativi. Di buono, per Kyrgios, c’è che l’australiano è sembrato più con la testa sul match del solito, oltre all’inifinita varietà di soluzioni del suo repertorio. La partita tra i due non è mai andata troppo liscia, complice la sincera e reciproca antipatia, perché Nadal ritiene che Kyrgios non gli porti il dovuto rispetto e “non faccia il bene del tennis” (!) e Kyrgios che lo spagnolo sia circondato da troppa comprensione da parte dei giudici di sedia, come il teatrino sul time-violation nel match con Simon ha spiegato una volta di più. Eppure l’impressione è che a Kyrgios converrebbe non metterla sul piano della rissa, perché Nadal è un mostro di concentrazione, cosa che gli permette di sapere sempre perfettamente cosa fare e quando. Giocare a tennis e basta non renderebbe Kyrgios favorito, perché nonostante l’australiano sia in grado di trovare soluzioni sconosciute a Nadal le tossine della partita di oggi non saranno del tutto smaltite e su quelle Nadal si avventerà da par suo. Ad ogni modo è l’unica strada per far sì che sia una partita e non una mattanza. Ci riuscirà? Meglio evitare di scommetterci. 

Monfils vs Thiem

C’erano tanti motivi per dubitare che i due potessero davvero presentarsi all’appuntamento stabilito dal ranking, e non tutti di carattere tecnico, anche perché i due a tennis giocano benino. Solo che Thiem in Australia non ha mai superato gli ottavi mentre Monfils ogni volta che entra in campo non si sa bene come ne uscirà. E invece i due sono sembrati due regolaristi spagnoli o sudamericani, giocando molto molto bene primo e terzo turno e concedendo qualcosa al secondo. Gli avversari non erano parte del gotha tennistico ma si parla di gente che in Australia ha perso con Sandgren e Popyrin (Thiem) o con Fritz e Humbert negli Slam del ‘19. Proprio contro Fritz, Thiem ha mostrato il suo miglior tennis australiano, anche se ha avuto qualche incertezza nel momento di chiudere. Troppo fuori dal tennis per andare oltre a prestazioni estemporanee Gulbis per essere avversario troppo complicato per Monfils. 

Thiem, che durante il torneo ha interrotto la collaborazione con Muster, parte decisamente favorito, non foss’altro che per il fatto che nei cinque precedenti ha perso un paio di set tra Umago (terra) e Londra (cemento) ma ha vinto gli altri sempre nettamente. Una curiosità: in tre occasioni Thiem e Monfils hanno saltato il loro confronto diretto per infortunio, a Cincinnati e Indian Wells, dove Thiem finì per vincere il titolo, e a Doha, quando fu Monfils a beneficiare del ritiro del rivale. 

Wawrinka vs Medvedev

Dopo lo scempio contro Seppi, anche se in svantaggio di un break nel quinto set, non si capiva come lo svizzero avrebbe potuto perdere quel match. Wawrinka ha poi riposato contro Isner, costretto alla resa dopo un set e mezzo. In Australia, Stan the man ha davvero fatto vedere le cose migliori della sua carriera e chi l’ha vista non scorderà mai, ancora più che le vittorie contro Djokovic e Nadal del 2014, la sconfitta contro il serbo del 2013. 

Ma da allora sono passati sei anni e Wawrinka non è stato più in grado di raggiungere quel livello – a Melbourne, almeno – e nelle ultime due edizioni era uscito già al secondo turno contro avversari come Raonic, e magari ci può stare, e Sandgren. Contro Medvedev, a cui l’estate nordamericana ha attribuito lo status di top 5 e quasi gli regalava uno slam, dovrebbe tornare The man per fare partita pari. Per quanto l’espressione sia sin troppo abusata, il russo è davvero una specie di muro, capace di rimandare di là qualsiasi colpo, foss’anche il terribile rovescio dei tempi belli di Wawrinka. Fra l’altro ha appunto una consapevolezza che gli altri giovani stentano a raggiungere, aiutato da quel paio d’anni in più rispetto alla Next Gen classica. Per quello che si è visto fin qui, ultimi sei mesi compresi, la replica del quarto di finale di New York non dovrebbe essere troppo diversa dal precedente, e un set è il massimo che potrà concedere il russo. 

Rublev vs Zverev

Forse il match più interessante degli ottavi di finale, persino di più di Kyrgios-Nadal, almeno se si parla solo di tennis. Dopo la prolungata crisi del ‘19, pare dovuta anche a gravi problemi familiari, Zverev aveva cominciato molto male anche il 2020, perdendo tutte le partite dell’ATP Cup. Arrivato a Melbourne le cose sono un po’ cambiate e se la vittoria contro Cecchinato era quasi dovuta ed è stata sin troppo complicata, contro Gerasimov e soprattutto contro Verdasco, Zverev è sembrato di nuovo con la testa in partita, almeno quello. Il problema vero è rappresentato adesso dall’avversario, perché Rublev non solo arriva da una striscia di 15 vittorie di fila, compresi i due tornei di inizio anno a Doha e Adelaide ma pare sia finalmente riuscito a dare una parvenza di logicità al suo tennis. Considerato l’incredibile anticipo del russo nei fondamentali da fondo e un servizio sempre più efficace è chiaro che Rublev non parte certo battuto, anzi. Molto dipenderà dal servizio di Zverev, ma ancora di più dalla capacità di Rublev di fare un ulteriore passo avanti. Dovesse uscirne vittorioso, il derby contro Medvedev ai quarti non sarebbe certo così scontato. 

Sandgren vs Fognini

Un’occasione così per Fabio Fognini di raggiungere i quarti di finale in uno Slam non capitava dal Roland Garros 2011, quando riuscì a battere Montanes annullando 5 match point a finendo per vincere 11-9 al quinto. Si ritirò il giorno dopo alla vigilia del match con Djokovic. Ora c’è Tennys Sandgren, un giocatore molto più forte di quello che sembra e che abbiamo scoperto proprio agli Australian Open 2018, quando perse nei quarti contro Chung. 

Sandgren ha ridimensionato un Matteo Berrettini che molti credono un giocatore di gran talento e destinato a rimanere nei piani alti. Il tempo dirà di più su Berrettini, chiamato a confermare gli exploit del 2019. Fognini, fin qui, ha fatto il Fognini, come a Montecarlo, quando era praticamente fuori contro Rublev per poi vincere il torneo. A Melbourne è stato salvato dalla pioggia sotto per due set a zero contro l’americano Opelka e il giorno dopo era un altro. L’ultimo confronto con Sandgren risale alla giornata nella quale il Fabio nazionale invocò la famosa “bomba su Wimbledon”, non riferendosi né a quelle di pasticceria né a quelle d’acqua. Ora Fognini sta giocando bene ed è anche riposato dopo la facile vittoria su Pella. Parte nettamente da favorito, vincerà. O perderà, d’altronde è pur sempre Fognini, no?  

Fucsovics vs Federer

Negli ultimi giorni Fucsovics, un onesto tennista di ventura, è stato descritto come una sorta di Wilander, solido e concreto. Che batta Shapovalov è una sorpresa fino a un certo punto, considerato gli alti e bassi del canadese, battere Sinner era una timbrata di cartellino per uno come lui, figuriamoci la vittoria contro l’americano Paul, forse già felice di aver superato tre turni. Ora Federer dovrebbe aver paura di uno come lui? A differenza di Millman, Fucsovics non gioca in casa e non potrà quindi avere il sostegno incessante del pubblico. E Fucsovics, per inciso, non è neanche forte come Millman, un tennista capace di tenere un livello altissimo di gioco per oltre 4 ore. L’australiano del Queensland ha indovinato la strategia contro Federer, e cioè quella di fargli giocare il dritto sempre all’altezza della spalla, per poi cambiare angolo solo a campo aperto. Le poche volte che Millman faceva qualcosa di diverso, sbagliava, e ricordava a se stesso di tornare alla tattica prestabilita. A tradirlo, forse, un po’ di braccetto nei punti finali. Poi certo, bravo Federer ad alzare il livello nella fase decisiva. Bisognerà vedere quanto bene avrà recuperato lo svizzero, ma Federer è troppo, troppo navigato per buttare un quarto di finale agli Australian Open contro il numero 67 ATP (considerato anche che il turno seguente sarebbe relativamente facile). 

Raonic vs Cilic

Sarebbe, o forse è, l’ottavo di finale più nobile visto che si affrontano due tennisti che sono stati al numero 3 del mondo e che hanno giocato almeno una finale Slam. A guardare solo la classifica, invece, verrebbe da dire che è l’ottavo meno prestigioso, visto che Raonic e Cilic sono entrambi fuori dai primi 30. Nobile o meno, questa partita è la più incerta delle 8 perché entrambi hanno giocato molto bene, hanno eliminato un top 10 a testa (Raonic ha battuto in tre set Tsitsipas, Cilic ha eliminato Bautista-Agut) e sanno come si vincono queste partite. Ma non solo per questo: Raonic e Cilic vengono da un anno difficile ed entrambi avranno un’ottima occasione di mettere a posto la classifica e di tornare a piani più adatti al loro rango. Sarà una partita dominata dai servizi, certo, anche se è piuttosto interessante il fatto che nei loro 3 incontri solo uno dei sette set è finito al tie-break. Cilic avanti 2-1 negli head-to-head, 1-1 su cemento, 1-0 per Raonic su cemento outdoor. Per come ha giocato contro Tsitsipas, il canadese sembra leggermente favorito ma non saremmo sorpresi se il croato dovesse vincere un’altra volta al quinto set, dopo le battaglie vinte contro Paire e Bautista-Agut.

Schwartzman vs Djokovic

Dopo la bella vittoria contro Lajovic al terzo turno, Schwartzman ha ricordato che i suoi ultimi due incontri con Djokovic sono stati abbastanza combattuti. Vero, ma fino a un certo punto: al Roland Garros 2017, in piena crisi di risultati, Djokovic andò effettivamente sotto 2-1, ma negli ultimi due set lasciò due game all’argentino; a Roma, perso il secondo set al tiebreak, Djokovic si aggiudicò il pass per la finale con un 6-3 piuttosto agile. Serve un atteggiamento positivo per battere Djokovic e Schwartzman non sembra il tipo da farsi abbattere facilmente, ma occorre una buona dose di fantasia per immaginare uno scenario in cui è Djokovic a perdere. Schwartzman dovrà giocare la migliore partita della sua carriera e naturalmente potrebbe non bastare. Ad ogni modo, tanti auguri.

Australian Open 2020

La redazione è un mostro a più teste con un numero imprecisato di mani, che produce articoli mostruosi. Scrivici a info@tennispotting.it
16 Condivisioni

Previous Next

keyboard_arrow_up