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Bellissima

Nadal e Thiem si affrontano alle ATP Finals e sono poco stanchi: ne esce il match del 2020.

Nadal e Thiem si affrontano alle ATP Finals e sono poco stanchi: ne esce il match del 2020.

Dovevamo arrivare a questo disgraziato finale di stagione per ricordare perché mai gente di una certa età con famiglia e lavoro duro, spesso molto duro, si ritaglia del tempo per vedere due ricchi ragazzoni inseguire una pallina. Thiem e Nadal hanno dato vita ad un match di livello tecnico altissimo, con rarissimi passaggi a vuoto, inevitabili in partite così intense, che niente hanno tolto alla bellezza di un match che ha visto persino una sorprendente propensione al Serve and Volley di, credeteci, Rafael Nadal. 

Via via che passavano i game l’attenzione distratta, tipica di chi segue questi match del Round Robin, lasciava il posto ad una sorta di incredulità perché davvero i due che si stavano accapigliando sulla O2 Arena erano, finalmente, dei tennisti. Oltre al già accennato S&V c’era modo di vedere il meraviglioso rovescio a tutto braccio di Thiem, di apprezzare una volta di più il lieve tocco di palla di Nadal, una mano di una sensibilità troppe volte sottostimata, il debordante strapotere fisico di Thiem e la solita impressionante intelligenza tattica di Rafa. 

A livello tattico, i due hanno giocato moltissimo sul lungolinea di rovescio. Rafa cercava di aprirsi il campo soprattutto servendo in slice sul rovescio di Dominic, che “spariva” dal campo preferendo non anticipare la traiettoria ma aspettare l’altezza d’impatto giusta per il suo rovescio. Rafa aspettava il momento buono per colpire in lungolinea, ma erano i rovesci di entrambi a giocare un ruolo determinante. Rafa usava molto il back, Thiem giocava spesso in lungolinea a velocità controllata; poi però l’austriaco doveva necessariamente aprirsi angoli di campo giocando il suo colpo forte, il dritto ad uscire giocato dall’angolo del rovescio. E qui Rafa era bravo a salvarsi sempre col gancio mancino ma Thiem ancora più bravo a rigiocare in lungolinea di rovescio colpendo quasi al salto ma a velocità controllata, giusto per far fare metri a Rafa. 

Non c’è stato uno che ha giocato meglio dell’altro, abbiamo giocato entrambi ad un ottimo livello, solo che Dominic ha giocato in maniera migliore i punti importanti. Non esco con sensazioni negative da questo match, sto giocando meglio rispetto a Parigi-Bercy

Rafael Nadal

E così in un primo set di livello altissimo, se non il migliore sicuramente fra i migliori di questo 2020, i due non concedevano praticamente chance all’avversario. Il tiebreak era la soluzione inevitabile, e quando Rafa si è portato sul 5 a 3 in suo favore Thiem ha messo sul volto una smorfia di disapprovazione. Non era affatto contento di qualche sua giocata nel momento topico del primo set. Ma l’austriaco ha una nuova consapevolezza, le vittorie Slam a questo servono oltre che a mettere coppe in bella mostra, ed ecco che il vantaggio di Nadal, 5-3, e 6-5 con servizio a disposizione dopo un doppio fallo di Thiem, veniva recuperato quasi con nonchalance, che da vocabolario sarebbe “noncuranza”. Rafa aveva però un altro setpoint, ma anche qui Thiem lo cancellava senza tremore per poi chiudere 9 a 7 il tiebreak.

Pausa fisiologica d’obbligo per entrambi, che al ritorno in campo iniziavano come avevano finito: game di alta qualità, vincenti, pochissimi errori. Un Thiem già sicuro di sé grazie alla vittoria del tiebreak non poteva che aumentare la sua fiducia; però, curiosamente, le prime palle break arrivavano sul 3 pari ed erano a favore di Nadal. Le concedeva l’austriaco con un game con qualche errore, e qui Rafa si produceva nell’ennesimo puntazo. 

Rafa detiene il record di qualificazione alle ATP Finals: si è qualificato dal 2005 al 2020, non ha giocato però 6 volte per infortunio.

Lo schema era il solito: i due scambiano di rovescio in lungolinea, l’intensità è bassa, ma poi Thiem cambia cercando il dritto di Rafa: deve aprirsi il campo. Rafa rimette con l’uncino cercando ancora il salvifico angolo di rovescio dell’avversario – ci ha costruito una carriera su questo – ma Thiem si gira e colpisce di dritto a sventaglio, fortissimo, Rafa ci arriva e la rimette ancora là, sul rovescio, Thiem forza ancora col dritto, ma sbaglia completamente la direzione, dando la più comoda delle palle ad un gattesco Rafa, che non deve far altro che mettere un lungolinea neanche troppo rischioso. Break. Ma lo abbiamo già detto, Thiem oggi è inscalfibile, neanche il break gli toglieva convinzione e serenità e nel game successivo le palle break arrivavano anche per lui: un rovescio passante in backspin dell’austriaco (!) e un nastro che buttava largo un rovescio di Rafa gli davano la possibilità di rientrare nel match. Se possibile, la partita cresceva ancora di intensità e bellezza. 

Uno scambio massacrante con un dritto sulla riga del maiorchino annullava la prima, ma Thiem demoliva la resistenza di Rafa nel punto successivo, chiudeva con un vincente di dritto dopo aver fatto arretrare dalla linea sempre di più lo spagnolo. Spaventoso. Thiem completava l’opera con un “normale” turno di servizio e andava 5-4. Con Nadal al servizio il match non poteva dirsi finito ma in un amen Thiem si portava sullo 0-40, complice uno smash sbagliato di Rafa, evento più unico che raro. Ma Rafa non lasciava andare di certo la partita: punto su punto, senza pensare alla montagna dei tre matchpoint, piazzava tre prime e annullava le chance di vittoria dell’austriaco per portare il punteggio sul 5 pari. Incredibile si potrebbe dire se non fosse accaduto veramente, ma quando si tratta di Nadal questo aggettivo si spoglia di significato. Si arrivava di nuovo al tiebreak, con una statistica confortante per l’austriaco: nel 2020 ha giocato 11 tiebreak contro i top ten vincendone 10. Dirà poi in conferenza stampa che ha imparato a giocarli meglio leggendo una pagina “del libro di Djokovic, dove dice che i giocatori col ranking più basso giocano meglio nei tiebreak perché non hanno niente da perdere, allora bisogna limitare i propri errori”. 

Questo contro Rafa è stato il match nel quale ho espresso il livello di gioco più alto del 2020, ho giocato anche meglio degli US Open 2020

Dominic Thiem

Memore di quanto successo nel primo tiebreak, questa volta Thiem non andava sotto per 2 a 5, anzi, andava lui sopra di un minibreak in apertura. Aumentava ancora, se possibile, l’intensità del suo gioco, il ritmo e la potenza dei suoi colpi sembravano insostenibili anche per uno come Nadal, che pure è arrivato fresco a questo ultimo appuntamento di stagione, nel quale di solito i tennisti arrivano acciaccati, stanchi e con il desiderio di andare in vacanza. Ma quest’anno è diverso, no? 

Thiem e Nadal cambiavano campo sul 3 pari, l’austriaco stroncava le ultime resistenze dello spagnolo. Il minibreak sul 3 pari gli dava la confidenza necessaria per tirare ancora di più, se possibile, a tutto braccio e il punto del 5-3 era una sorta di schiaffone violentissimo, di rovescio, ci mancherebbe, che Rafa stavolta sembra non assorbire. Thiem andava sul 6 a 3, degli altri tre matchpoint ne mancava uno ma nel quinto un rovescio di Nadal finiva in corridoio e chiudeva il match migliore dell’anno. Almeno fin qui, perché visto che per una volta i big 8 non sono arrivati a Londra dopo una stagione massacrante non è detto che non riescano a regalarci qualche altro motivo per continuare a vedere tennis. Non si vive di solo Sinner, per fortuna. 

ATP Finals 2020 Dominic Thiem Rafael Nadal

Claudio Giuliani è un giornalista in forza al web. Gioca a tennis da un bel po' e tira il rovescio rigorosamente ad una mano. Volendo, potrebbe insegnarlo.
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