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Cambio di stagione

I 5 più forti del tennis sono vecchi, è tempo di rimpiazzarli. 

I 5 più forti del tennis sono vecchi, è tempo di rimpiazzarli. 

Se quando muore un papa se ne fa un altro, figuriamoci se non potremo scegliere un altro tennista da tifare il giorno dopo che Federer, Nadal e compagnia bella avranno smesso di giocare. Questo pensiero non ha sfiorato minimamente gli appassionati che hanno vissuto e stanno vivendo l’epoca dei Big Four, iniziata ufficialmente con l’ascesa al n.1 della classifica mondiale di Federer nel gennaio 2004 dopo la vittoria agli Australian Open. E non solo perchè – a parte l’eccezione Murray, rientrato da un infortunio e già tornato sotto i ferri – Federer, Nadal e Djokovic hanno vinto almeno uno Slam a testa nel 2018, ma anche perché gli altri, i potenziali vincitori Slam come Dimitrov, Nishikori, Raonic e Thiem sembrano avere una carriera già segnata con lo zero alla voce vittorie Slam.

La dominanza dei Big Four è stata senza precedenti nella storia di questo sport: 50 vittorie negli ultimi 55 Slam giocati e la posizione di numero 1 al mondo conservata ininterrottamente dal 2 febbraio 2004. È normale, quindi, che anche il tifo nel tennis sia stato tutto per loro, per i Big Two ovviamente, Federer e Nadal, ma anche per il 15 volte campione Slam Novak Djokovic e, in maniera molto minore, per Andy Murray – che a differenza degli altri tre, però, ha catalizzato trasversalmente le simpatie di altri tifosi per il coraggio mostrato nel prendere posizioni ferme su temi commentati dagli altri all’insegna del politically correct.

Si sono create quindi le fazioni, gli amanti dell’eleganza in campo fin dal completo per le esecuzioni perfette à la Federer, e quelli dell’esuberanza fisica e dei pinocchietti di Nadal. Poi è arrivata la terza via, quella di Djokovic e non di Giddens, ma anche quella di Murray, che seppur meno vincente degli altri tre fa parte a pieno merito del club dei quattro. Più uno, perché non si può non menzionare Stan Wawrinka, capace di vincere tre titoli dello Slam, Australian Open 2014, Roland Garros 2015, US Open 2016.

Detto ciò, il tennis si avvia nella sua naturale fase di ricambio, perché i giovani di oggi non sembrano quelli di ieri, ma anche perché i magnifici quattro stanno vivendo la fase finale della loro carriera. I 38 anni di Federer ad agosto 2019 avvicinano sempre di più il momento del ritiro, perché si può rinascere e vivere una volta, due, tre, quattro ma ad un certo punto tocca morire; Nadal vince più per la pochezza dei suoi avversari che per i suoi innegabili meriti mentre Djokovic è uno che non voleva giocare la stagione su erba 2018 – tanta era la fiducia che aveva in se stesso – e che poi ha finito per vincere Wimbledon, Cincinnati e addirittura gli US Open. Wawrinka sta abdicando fisicamente, Murray l’ha già fatto.

Ma niente paura: ci sono già quattro giovani più uno pronti ad assurgere al ruolo di capi bastone fra i presto smarriti tifosi di tennis. Kyrgios, Chung, A. Zverev, Tsitsipas e Shapovalov ci faranno dimenticare dei Big Four ed erediteranno le simpatie dei fan che ritroveranno in ognuno di loro, alcune similitudini con il campione che tifano oggi.

La scelta del talento

"Nick Kyrgios, prestato al tennis". L'epitaffio perfetto.
“Nick Kyrgios, prestato al tennis”. L’epitaffio perfetto.

Se diamo per scontato che Federer è unico, allora nessuno potrà mai sostituirlo nel cuore dei tifosi. A livello di talento e potenzialità solo Nick Kyrgios potrebbe dominare il tennis come ha fatto lo svizzero. L’accostamento, sia chiaro, è solo a livello di talento tennistico nell’accezione delle capacità tecniche: Nick sa colpire la palla in tutti i modi possibili in aggiunta ad altri modi, concepiti, pensati e realizzati al momento. Le diversità di stili nel gioco oggigiorno sono azzerate, si arriva in cima se si è delle perfette macchine psico-fisiche con poca concessione all’estetica e alla giocata ad effetto per il pubblico, il circenses sacrificato per il panem, il topspin fondamentale per tenere la palla in campo a quelle velocità in aggiunta a un servizio sempre sopra i 200 e ad una tenuta atletica eccezionale. Kyrgios è la dimostrazione che il talento sopravvive anche se le diversità di stili si azzerano, che c’è sempre la scelta della giocata diversa, quella che ti fa distinguere dagli altri e per la quale la gente sceglie di amarti incondizionatamente.

Purtroppo (per tutti) Kyrgios, che è anche il più vecchio dei nostri cinque giovani, sembra più avviato a una carriera come quella di Dimitrov, che pure si è impegnato ma non ha mai vinto uno Slam. Lo svizzero e l’australiano non potrebbero essere più diversi caratterialmente, uno è l’emblema del politicamente corretto, l’altro lavora per smantellare ogni giorno, in campo e su Twitter, la patina che vorrebbe rendere lo sport professionistico un club di amici che si vogliono tutti bene per l’amore dello sport stesso. Per questo gli amanti della follia e dell’anticonformismo non potranno che ritrovare in Kyrgios l’unicità che Federer ha mostrato in campo per oltre un decennio. Pazienza per le vittorie.

Simpatie mancine

Shapo fa anche il rapper, ma è meglio sul campo da tennis adesso
Shapo fa anche il rapper, ma è meglio sul campo da tennis adesso

Denis Shapovalov è un predestinato esattamente come Rafael Nadal. Dei cinque nuovi Big Four + 1, il canadese è il più giovane. Classe ‘99, è in ascesa continua nei risultati e quindi nel ranking. Nadal alla sua età aveva già vinto il Roland Garros, oggi il tennis non si riesce a permettere un diciottenne vincitore Slam, ma sembra difficile non pronosticare per Denis Shapovalov un futuro da campione. L’estro, la posa, e l’immenso potenziale tecnico del suo gioco sono gli ingredienti per la ricetta dell’amore sicuro e duraturo. Chi seguirà Shapo vivrà i suoi tornei fino alla domenica, quando si esulterà e si piangerà dopo aver visto i suoi avversari immobili di fronte a quel rovescio anticipato ad una mano che potrebbe essere il colpo simbolico dell’avvenire esattamente come lo è stato il dritto ad uncino di Rafa. E se qualcuno è in cerca del gesto erede del sistemarsi i pantaloncini prima di iniziare il punto, il cappellino di Shapovalov da aggiustare prima di riprendere il gioco è pronto a fare da trait d’union.

L’antipatico

Con la solita allegria, Sasha firma autografi ai suoi fan (?)
Con la solita allegria, Sasha firma autografi ai suoi fan (?)

Alexander Zverev sarà il nuovo idolo dei fan di Novak Djokovic. Come il serbo agli esordi, anzi addirittura peggio, sta soffrendo nel fare risultati nei tornei degli Slam. Del lotto è senza dubbio il più forte per ranking e risultati, è stabilmente fra i primi cinque del mondo già da parecchi mesi e vanta già tre Master 1000 in carriera, oltre alle Finals del 2018. Manca l’acuto negli Slam ma arriverà, così dicono, ma la simpatia espressa in campo sembra la stessa del primo Djokovic, il giocatore che si ritirava e non perdeva occasione per rivolgere qualche frase poco carina ai suoi avversari. Djokovic ha sofferto per parecchi anni la diarchia Federer-Nadal, si è guadagnato a suon di vittorie il posto al tavolo dei 4, e solo dopo esserci riuscito si è impegnato per ammorbidire la sua immagine, abbracciando anch’egli il politicamente corretto e presentando al pubblico la versione del campione buono e gentile. Sasha sembra avere le sue stesse caratteristiche. Irascibile in campo, poco simpatico fuori, dotato di un gioco stilisticamente non proprio appassionante esattamente come il serbo. Già oggi, quando Sasha ancora non è neanche andato vicino a giocare partite importanti nei quattro tornei dello Slam, in molti non lo sopportano. Difficile che le vittorie ammorbidiscano un po’ l’odio sportivo di chi già gli tifa contro. Esattamente come con Djokovic.

Infortuni mon amour

Chung agli Australian Open contro Federer, il suo acme tennistico fin qui.
Chung agli Australian Open contro Federer, il suo acme tennistico fin qui.

Gli amanti della difesa a oltranza come unico modo di concepire il tennis avranno in Hyeon Chung il naturale sostituto di Andy Murray. La semifinale conquistata agli Australian Open 2018 ha fatto conoscere al pubblico mondiale le potenzialità di questo giovane sudcoreano, che con Murray condivide una similitudine dal punto di vista tecnico-tattico. Entrambi hanno dei solidi fondamentali con il rovescio che è un colpo nettamente meglio del dritto, entrambi hanno un servizio che non è (ancora, per Hyeon) all’altezza dei rivali. Chung sarà chiamato poi a dimostrare di avere una mano fina come quella di Murray. Ma chi ama Andy Murray potrà seguire Chung, e quindi vedere il proprio beniamino palleggiare ad oltranza anche con avversari più scarsi (cosa che a Murray è costata spesso a livello di tempo speso in campo, uno svantaggio nelle fasi finali dei tornei) e produrre prodigiosi recuperi e passanti, arti delle quali Sir Murray è maestro e che, sperano i tifosi del coreano, Chung continui a portare avanti.

Quel rovescio là

Stefanos il grande, ecco le brigate Tsitsipas
“Stefanos il grande”, ecco le brigate Tsitsipas

L’accostamento Wawrinka-Tsitsipas è puramente tecnico. Il greco è simpatico a molti già adesso, e anche perché Zverev ha già battibeccato con lui che, elevatosi come Zeus sul monte Olimpo, non ha raccolto. Come Stan The Man, Stefanos ha un rovescio ad una mano meraviglioso. Come lo svizzero, Tsitsipas ha un dritto che alterna ottime giornate ad altre meno buone ma che è già migliore di quello di Wawrinka alla sua età. E se a tennis è impossibile vincere senza avere un buon dritto visto che altri Edberg in giro non sembrano esserci, il greco dovrà lavorare per rendere questo colpo ancora più forte. Proprio come Stan. Il greco ha già dimostrato di amare il gioco da fondo campo, di avere la pazienza per costruire il punto scambiando anche da diversi metri dietro la linea di fondo. Non ha la potenza (e i chili) di Stan, ma il suo gioco ricorda quello del campione svizzero. E in aggiunta a questo, Stefanos sembra un ragazzo simpatico, sicuramente più sorridente di Stan. La Grecia, da questo punto di vista, è una garanzia. I tifosi di Stan potrebbero scegliere lui come erede, continuare a esaltarsi quando i lungolinea di rovescio lasceranno fermi i suoi avversari, sperando però che Stefanos non ci metta il tempo che ci ha messo Wawrinka per vincere uno Slam.

Alexander Zverev Denis Shapovalov Hyeon Chung Nick Kyrgios Stefanos Tsitsipas

Claudio Giuliani è un giornalista in forza al web. Gioca a tennis da un bel po' e tira il rovescio rigorosamente ad una mano, con la Yonex di Stan. Volendo, potrebbe insegnarlo.
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